MONTELUPO FIORENTINO "Solo per caso non sono state coinvolte e hanno riportato danni persone, quali passanti o automobilisti o residenti nelle abitazioni". Lo ha messo nero su bianco il sostituto procuratore Gianni Tei che, nei giorni scorsi, ha iscritto un nome nel registro degli indagati per il crollo del muro di contenimento in cemento armato, avvenuto in via Marconi. In buona sostanza, è...

MONTELUPO FIORENTINO

"Solo per caso non sono state coinvolte e hanno riportato danni persone, quali passanti o automobilisti o residenti nelle abitazioni". Lo ha messo nero su bianco il sostituto procuratore Gianni Tei che, nei giorni scorsi, ha iscritto un nome nel registro degli indagati per il crollo del muro di contenimento in cemento armato, avvenuto in via Marconi.

In buona sostanza, è stato un miracolo che quella sera, il 10 dicembre 2019, intorno alle 21, non ci siano stati morti o feriti in seguito al crollo di "una porzione di lunghezza di circa trenta metri e altezza otto metri che travolgeva e distruggeva non meno di sei veicoli parcheggiati e che imponeva l’evacuazione dei residenti nelle abitazioni sovrastanti di via Tassinari". Quel crollo è avvenuto, scrive il pm tei, "con evidente pericolo per l’incolumità pubblica".

A finire indagato è stato un residente, a carico del quale è stato ipotizzato il reatro di disastro colposo. L’uomo, secondo la procura fiorentina, "non volendo" avrebbe "cagionato il crollo del muro di contenimento lungo il tratto stradale di via Marconi". In particolare, avrebbe, sempre secondo la procura, "posto in essere uno scarico di acque nel terrapieno sovrastante il muro senza adottare alcuna precauzione per convogliare le stesse acque in fognatura o altro apposito scarico, così alterando con la dispersione di esse le condizioni di stabilità del muro".

Nei prossimi giorni, sarà eseguita una perizia tecnica per "accertare i danni a strutture e cose a causa del crollo" e "le cause di tale crollo", verificando in particolare "la cronologia degli eventi precedenti fino al momento del collasso", si legge ancora nella richiesta del pm Tei, "l’apporto causale o concausale nel crollo della condotta addebitata all’indagato" e "nel caso sia esclusa la causalità della condotta addebitata all’indagato, le diverse cause del crollo". L’obiettivo è fare luce sulla vicenda che vede parti offese i residenti della zona, la società Acque spa e il Comune.

R. E.