Una scuola attrezzata contro il covid
Una scuola attrezzata contro il covid

Cerreto Guidi, 6 ottobre 2020 - In una situazione tutta in divenire, la certezza da parte delle mamme è che "la scuola sta facendo il meglio possibile e anche la dirigente è molto disponibile e attenta". Lo sottolinea chi preferisce non apparire così come chi non ha problemi a mettere la propria faccia, nel raccontare un’emergenza Covid che sta mettendo a dura prova anche la scuola. Vedi la media di Cerreto Guidi, la prima a dover fare i conti con due classi, una seconda e una terza, in quarantena.

"È iniziata – spiega una mamma – la didattica a distanza" anche se "ci sono problemi di connessione" e soprattutto "in alcune famiglie ci sono disagi perché i genitori lavorano e non hanno la possibilità di lasciare i figli a casa da soli". Insomma, la quotidianità deve fare i conti con la ‘rivoluzione’. E lo spiega anche Mariangela Sani (nella foto), mamma di una bimba della terza costretta al momento a casa.

Il Covid in classe fa paura?
"Niente panico o paura, ma senso di responsabilità da parte di ragazzi e genitori e grande organizzazione ed efficienza da parte della scuola".

La prima preoccupazione?
"Le condizioni di salute della famiglia del compagno di mia figlia e quelle di tutti i ragazzi; ci siamo detti che l’importante era stare bene, poi avremmo rispettato tutte le regole con serietà. Ci sono venute in mente mille domande e dubbi su cosa potevamo o cosa non dovevamo fare. E’ la prima volta che entriamo in contatto con il virus così da vicino".

Che procedura è scattata?
"Abbiamo saputo dalla mamma del compagno che il tampone era positivo e la mattina seguente abbiamo ricevuto la telefonata della Asl che ci ha spiegato che i nostri figli avrebbero dovuto rispettare la quarantena fino all’11 ottobre cercando di non condividere con il resto della famiglia gli spazi comuni".

Quindi?
"Bagno dedicato, pasti consumati separatamente, dormire da soli. Le restrizioni riguardano solo mia figlia, chi era entrato in contatto con il positivo".

I ragazzi sono a casa: come incide sulla quotidianità?
"Sia io sia mio marito abbiamo optato per lo smart working, avendo un lavoro che ce lo permette. Abbiamo un altro figlio che continua ad andare a scuola, ma ha deciso di interrompere attività sportiva e incontri con gli amici fino al termine della quarantena della sorella. Non era necessario, ma ha optato per questa soluzione prudenziale. Lo stesso abbiamo fatto io e mio marito che abbiamo diminuito i nostri rapporti sociali: solo il minimo indispensabile".

Un quadro complesso per una adolescente.
"Mia figlia sente la mancanza del contatto fisico con noi, ma con le amiche in quarantena si è organizzata per cenare ‘insieme’ in videochiamata".

E’ stata attivata la didattica a distanza?
"Oggi (ieri ndr) è stato il primo giorno. Non è la stessa cosa che in presenza, ma è la soluzione per garantire ai ragazzi la continuità in un anno in cui subirà inevitabilmente varie interruzioni. L’importante è che la scuola non chiuda totalmente".

Certo non è semplice.
"Sono consapevole che bisogna convivere con il virus, rispettando le regole ed elaborando procedure efficienti che consentano di non fermarci tutti".

E i ragazzi come la vivono?
"Vedo spirito di adattamento e consapevolezza; si sentono comunque protetti dagli adulti che hanno intorno, la nostra preside e i nostri professori sono molto presenti e attenti".