Contrasto all’evasione. Imu e Tari non pagate. Quasi 4 milioni di euro ancora da incassare

Il Comune avvierà un percorso con Alia per il recupero delle somme

Contrasto all’evasione. Imu e Tari non pagate. Quasi 4 milioni di euro ancora da incassare
Contrasto all’evasione. Imu e Tari non pagate. Quasi 4 milioni di euro ancora da incassare

"Il contrasto all’evasione fiscale continuerà ad essere una delle priorità dell’azione amministrativa, anche per una questione di equità e di giustizia sociale". Lo ha assicurato il sindaco Giacomo Cucini, facendo il punto sul mancato pagamento dei tributi. Anche perché si tratta di una voce che incide non poco sulla capacità dell’ente di pianificare interventi a breve e medio termine: gli accertamenti annuali superiori a 750mila euro per quel che riguarda l’Imu non corrisposta dagli utenti ha ad esempio consentito al Comune di a mantenere inalterata la pressione fiscale nell’ultimo decennio. "Abbiamo sempre investito nella lotta all’evasione, come prova il rafforzamento dell’ufficio tributi anche in termini di personale – ha proseguito il primo cittadino – la logica è quella della rateizzazione, ricordando che fra chi evade c’è anche chi lo fa perché fatica davvero a pagare. Ma si tratta ad ogni modo di una minoranza, senza dimenticare che dal recupero delle imposte non pagate passa la possibilità di mettere a punto più servizi, più risorse e più investimenti per la cittadinanza".

La vera sfida di questo 2024, sotto questo profilo, sarà però quella di recuperare la Tari mai versata: una cifra tutt’altro che banale, visto che sulla base del consuntivo 2022 il Comune di Certaldo ha ancora a carico tre milioni di euro da incassare. Per una somma che rappresenterebbe ossigeno puro per le casse comunali, in quanto secondo quel che riporta il Documento unico di programmazione recentemente approvato "permetterebbe di liberare importanti risorse derivanti dagli accantonamenti su crediti per circa 2.400.000 euro". Un percorso da condividere con Alia, visto che dovrà essere la società partecipata che gestisce il servizio dei rifiuti a dover riscuotere la Tari non pagata per conto del Comune. Anche se dallo scorso anno, ovvero dall’introduzione della tariffa corrispettiva, è direttamente il gestore ad incassare la tariffa, che corrisponde anche il Comune per le proprie utenze (con esenzione della superficie assoggettabile prevista dal regolamento comunale). E su questo fronte, l’amministrazione ha infine annunciato l’intenzione di potenziale i controlli volti a contrastare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti sul territorio.

Giovanni Fiorentino