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28 gen 2022

Sostegni Ter, Superbonus: nuovi vincoli per la cessione dei crediti. Monta la protesta

“Rischio contenziosi e blocco dei cantieri”, l'allarme di Ance, l'Associazione nazionale costruttori edili. Sul piede di guerra anche Cna, Confartigianato, la filiera termoidraulica e gli amministratori di condominio

La proroga del superbonus sta trainando la ripresa, sul tavolo anche i fondi per le opere legate alle Olimpiadi invernali
Un cantiere edilizio

Roma, 28 gennaio 2022 – Ha provocato una pioggia di proteste l'articolo 28 del decreto Sostegni ter, che cambia di nuovo le regole sui bonus edilizi. In particolare, dal 7 febbraio 2022 il credito d'imposta previsto sulle agevolazioni per chi ristruttura e riqualifica dal punto di vista energetico gli immobili può essere ceduto (o richiesto come sconto in fattura) una sola volta. L'obiettivo della norma è evitare il meccanismo, molto diffuso, dello scambio fatture per lavori mai eseguiti. Ma se l'obiettivo è giusto, dicono gli addetti ai lavori, le conseguenze sui cantieri avviati e in fase di programmazione – se la bozza del dl Sostegni sarà approvata senza modifiche - potrebbero essere disastrose.

A lanciare l'allarme Gabriele Buia, presidente nazionale di Ance, l'Associazione nazionale costruttori. “Spiace vedere che all'interno di un decreto che si chiama 'sostegni' è stato inserito un provvedimento che di sostegno non ha proprio nulla sia per le imprese che per i cittadini", afferma. "Nonostante le proteste di gran parte del mondo economico e le proposte sul tavolo di soluzioni alternative che noi per primi abbiamo suggerito, il Governo ha deciso di non ascoltare nessuno, mettendo così di fatto un'ipoteca sui cantieri del Superbonus 110%. I nuovi vincoli alla cessione dei crediti per gli interventi derivanti dai bonus edilizi, infatti, come segnalato da tutti gli operatori economici, compresa l'Abi, avranno un impatto pesantissimo sui lavori in corso con il rischio – sottolinea – di creare migliaia di contenziosi e di bloccare interventi già avviati con gravi ripercussioni sociali ed economiche per famiglie e imprese".

Cna: “Si rischia di paralizzare il comparto

“Buono lo scopo, per evitare frodi e speculazioni. Ma pessimo è lo strumento individuato per centrare l'obiettivo”. E' quanto afferma Giuseppe Gennaro, presidente di Cna Costruzioni Firenze. “Il rischio – dichiara – è la paralisi di un comparto già di per sé rallentato dall’aumento dei prezzi, dalla carenza di materiali e dal decreto (ancora anti frodi) di novembre che ha introdotto vincoli su visto di conformità e congruità delle spese”. “Il meccanismo della cessione e dello sconto in fattura per le piccole imprese – prosegue – ha un senso solo a condizione che il bonus ricevuto nel proprio cassetto fiscale possa essere ceduto ad un soggetto finanziario per rendere liquido il credito e sostenere le spese correnti aziendali. È su queste certezze che abbiamo firmato contratti con la clientela, prenotato materiali, reclutato nuova manodopera. Adesso invece il meccanismo si blocca e, con esso, tutto il settore”.

Un esempio? L’impresa edile potrà sì cedere il credito ad un istituto finanziario, ma questo non potrà a sua volta cederlo, potendo solo usarlo in compensazione, con tutte le limitazioni che essa comporta in caso di esaurimento del plafond di disponibilità. Verosimilmente, le banche saranno più restie ad accollarsi i crediti e lo faranno a costi maggiori. “Ormai assistiamo ogni mese a una serie di interventi normativi sui bonus fiscali che generano soltanto confusione sia nelle imprese che nei committenti, e che di fatto scoraggiano il mercato e non necessariamente contrastando le frodi. Ciò che si produce è solo incertezza. Contro chi viola la legge si deve intervenire con forza, senza penalizzare cittadini e imprese che con certi comportamenti fraudolenti non hanno nulla a che fare. E invece cosa si sceglie? Di cambiare, ancora una volta, le regole e le procedure in vigore con un unico risultato: paralizzare il mercato della riqualificazione edilizia” conclude Gennaro.

Penalizzati i condòmini

"Le continue modifiche ai bonus edilizi penalizzano i condomini ed i condòmini, in particolare quelli economicamente più fragili". A denunciarlo è Gesticond, llbera associazione nazionale amministratori immobiliari, aderente a Confedilizia, che rappresenta i professionisti del settore. Con le nuove disposizioni, rileva Gesticond, "si intende inibire, anche retroattivamente, le cessioni successive alla prima. I continui cambiamenti della disciplina generano incertezza delle regole e scoraggiano proprietari e condomini, che non hanno alcuna intenzione di organizzare frodi, ad utilizzare i bonus. In tal modo, però, i lavori in corso vengono sospesi, generando rilevanti danni economici, senza considerare da ultimo che molti intermediari, impossibilitati a cedere i crediti fiscali, stanno già rivedendo, stravolgendoli, i piani finanziari, garantendo l'insorgere di rilevanti contenziosi".

Confartigianato scrive a Draghi

Il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Mario Draghi per denunciare gli effetti e chiedere la modifica delle disposizioni introdotte con l'articolo 28 del dl Sostegni. “Le continue modifiche delle norme sull'uso dei crediti fiscali per i bonus edilizia - sottolinea Granelli - stanno mettendo a rischio uno dei principali strumenti di ripresa economica. Ancora una volta, invece di colpire i disonesti con misure mirate e chirurgiche, si finisce per sparare nel mucchio con misure restrittive che danneggiano, senza ragione, tutti gli imprenditori». «In questo modo - sostiene - non si scoraggiano certo i furbi, ben capaci di aggirare le complicazioni burocratiche, ma si rallentano, invece, le operazioni di acquisto dei crediti, soprattutto da parte degli operatori finanziari, in particolare quelli prossimi a raggiungere la capacità di assorbimento dei crediti stessi. Il risultato è un inevitabile incremento degli oneri finanziari e una contrazione pericolosa del numero di operatori che possono operare acquisizioni. In una parola, si finisce per bloccare l'utilizzo dei bonus edilizia e il rilancio del settore”. Confartigianato sollecita al presidente del Consiglio un intervento urgente per definire in modo chiaro e stabile il quadro di riferimento normativo degli incentivi in materia di edilizia. Il presidente di Confartigianato chiede di procedere subito con lo stralcio dell'articolo 28 e di modificarlo per rendere possibile almeno due cessioni dei crediti fiscali e, in ogni caso, cessioni plurime nei confronti di soggetti istituzionali, cioè banche, assicurazioni e soggetti iscritto all'albo degli intermediari finanziari.

La filiera termoidraulica

E' l'intera filiera termoidraulica, dalla fabbricazione e distribuzione alla progettazione fino alla costruzione e installazione di impianti, a unirsi al coro di no alle modifiche introdotte dl dl Sostegni. “La stretta sulla cessione del credito introduce incertezze rischiando concretamente di bloccare il mercato e il processo di riqualificazione impiantistica”. E' quanto scrivono in una nota Aicarr, Angaisa, Assistal, Assoclima e Assotermica federate Anima Confindustria, Cna Installazione Impianti, Confartigianato Impianti, che “rivendicano con orgoglio l'appartenenza a uno dei comparti con le più alte potenzialità ai fini del raggiungimento degli obiettivi della transizione ecologica e che sta contribuendo in maniera sostanziale alla crescita economica del nostro Paese” e reclamano “maggior stabilità soprattutto in un ambito nel quale, negli ultimi mesi, sono state ripetutamente modificate le regole intervenendo talvolta anche sui contratti in essere” La stretta sullo sconto in fattura e la cessione del credito “è solo l'ultimo e più lampante esempio - concludono- di come si cerchi di affrontare un problema, quello delle frodi legate al meccanismo della cessione dei crediti, penalizzando però la stragrande maggioranza delle imprese che lavorano seriamente e cercano di pianificare le loro attività su basi certe”.

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