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28 gen 2022

Le aziende "energivore": salvateci. Bollette pazze, soffre anche lo sport

Tessile e carta i settori più colpiti dagli aumenti di elettricità e gas. E scaldare i palazzetti costa un patrimonio

sara bessi
Cronaca

Prato, 29 gennaio 2022 - La scure dei rincari delle bollette di energia elettrica e gas colpisce l’economia come la vita sociale nei suoi aspetti, come lo sport. Le prospettive per le aziende energivore sono preoccupanti, come emerge dal quadro trattegiato da Confindustria Toscana Nord per Prato, Pistoia e Lucca. Il distretto pratese detiene il primato di provincia più esposta alle conseguenze del caro-energia con le sue 1.600 aziende e 12.500 addetti. Una situazione dovuta al tessile, afferma Fabia Romagnoli, vicepresidente di CTN, "che rappresenta quasi 1.500 aziende energivore con 12.100 addetti, l’80% del totale". Una mazzata che giunge quando "il tessile-abbigliamento pratese cominciava a risollevare la testa". "Confindustria sta pressando il governo nazionale, insistendo sulla necessità di intervenire subito ma anche sull’avvio di una vera politica energetica", dice Daniele Matteini, presidente di CTN. Rilancia il presidente di Cna Toscana Centro, Claudio Bettazzi: "Micro e piccole imprese scontano una bolletta mal strutturata. La distribuzione degli oneri generali di sistema penalizza maggiormente le imprese più piccole che sopportano il 49% del gettito complessivo e assicurano 4,7 miliardi l’anno, risorse che potrebbero essere investite nei processi produttivi. Una piccola impresa paga l’energia 4 volte di più rispetto a una di grandi dimensioni. I rincari dell’energia stanno generando una brusca frenata della ripresa".

Il territorio Lucca-Pistoia-Prato conta un’alta concentrazione di attività energivore: 2.343 unità locali con 22.314 addetti, il 23% dei dipendenti nel manifatturiero: la media regionale annovera fra le energivore l’11% delle imprese e il 14% degli addetti. L’alta concentrazione di attività che si fondano su un forte consumo di risorse fra Prato, Pistoia e Lucca, è dovuta alla presenza massiccia dei settori più energivori, il tessile (76% delle imprese locali) e il cartario (69%).

Futuro a tinte fosche anche per associazioni e società sportive: "Un bagno di sangue – dice Paolo Pastacaldi, dg dell’Oltrera, a Pontedera –. Generalmente spendiamo 2.600-2.800 euro mensili, ora di luce siamo arrivati a 6.400 euro al mese, bolletta più che raddoppiata". Mentre Uisp Empoli Valdelsa per garantire acqua calda negli spogliatoi e tenere accese le luci del PalAramini, entro il 31 gennaio dovrà pagare 13.776 euro di gas e 4.856 euro di luce. In due anni cifre triplicate. Non è andata meglio a chi gestisce il Pala Lazzeri, l’altro palazzetto empolese. L’Use Basket si è vista recapitare una bolletta del gas più che raddoppiata: dai 1.673 euro del 2021 si è passati ai 3.621 di quest’anno.

 

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