Eike Schmidt, Marie Vittoria Rimbotti e Lisa Maria Brown
Eike Schmidt, Marie Vittoria Rimbotti e Lisa Maria Brown

Firenze, 14 agosto 2018 _ Preservare un patrimonio che ha radici e sostanza nell’identità stessa della cultura Occidentale, dall’Europa fin al di là dell’Oceano Atlantico. E’ questo il senso e l’impegno che gli Amici degli Uffizi portano avanti da un quarto di secolo, insieme alla sezione americana Friends of Uffizi, sorta 12 anni fa con sede a Palm Beach in Florida. 

Maria Vittoria Colonna Rimbotti è la presidente di quest’associazione onlus, che ha già raccolto e speso per la Galleria degli Uffizi più di 5 milioni e mezzo di euro fra restauri, acquisizioni, allestimenti, mostre e pubblicazioni. Nata all’indomani dell’attentato dei Georgofili, l’associazione ha appena terminato di finanziare il restauro dell’Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci, costato oltre 180mila euro.

Fra gli altri interventi  sostenutii di recente, il riallestimento a luglio della sala 35 dedicata a Leonardo da Vinci, a giugno della sala dei capolavori di Michelangelo e Raffaello, mentre a febbraio era toccato a Caravaggio. Grazie al contributo degli Amici e dei Friends degli Uffizi, dopo 49 anni la Collezione Contini Bonaccossi è entrata a far parte del percorso museale, permettendone la fruizione da parte di tutti i visitatori.
- Presidente, già pronto il prossimo restauro?
«Sì, per la verità in autunno saranno ben due dipinti: Il riposo durante la fuga in Egitto del Correggio e  Sacra famiglia con Santi Girolamo, Anna e Gioacchino  di Lorenzo Lotto. Così come proseguono i restauri degli arazzi della straordinaria serie delle “Feste dei Valois”, che a novembre saranno esposti a Cleveland».
- A proposito di Stati Uniti, quanti sono i soci americani?
«Sono circa 150 e molti di origine italiana. Ma tutti condividono lo stesso sentimento di condivisione per un patrimonio che non è solo fiorentino o italiano, ma del mondo e in particolare dell’Occidente. Anche loro si sentono figli del nostro Rinascimento e della nostra cultura. E una volta acquisita questa consapevolezza nessuno di loro si è chiesto più perché dovrebbe dare soldi per conservare, valorizzare e incrementare le nostre collezioni».
- Come vengono scelti i progetti da finanziare?
«Lavoriamo al fianco della direzione degli Uffizi che normalmente ha una lunga lista di interventi da suggerire. La scelta avviene poi insieme agli amici americani. Non a caso tutti gli anni ad ottobre vado negli Stati Uniti per definire il programma e coordinare le attività di raccolta fondi».
-Torniamo a casa. Queste sono le adesioni italiane?
«I soci italiani sono più di duemila e abbiamo pensato a una diversificazione delle tessere in modo da avere una partecipazione sempre più vasta: dai 60 euro di socio ordinario, ai 100 per tessera famiglia con due adulti più figli, ai 40 euro per i giovani da 18 a 26 anni, fino alla quota da 500 euro in su per chi vuole diventare sostenitore». 
- Che opportunità ci sono per i soci?
«A tutti i nostri soci offriamo la possibilità di partecipare e vivere in maniera approfondita gli eventi del museo, con visite private e anteprime, conferenze e incontri con i curatori. Certo, lo Stato non ci aiuta. Mentre i nostri amici americani hanno la possibilità di ottenere importanti sgravi fiscali, in Italia l’introduzione dell’Art Bonus è stato un buon inizio, ma sicuramente non basta per incoraggiare le donazioni. Speriamo che si proceda su questa strada».