Baciarsi sotto il vischio: ma perché porta fortuna?

Curiosità e leggende della pianta simbolo del Natale

Firenze, 23 dicembre 2023 - Il vischio non può mai mancare nelle case addobbate a festa per Natale. Così com’è consuetudine baciarsi sotto di esso, anche a Capodanno, in segno di buon auspicio e di buona fortuna. Ma da dove deriva quest’usanza? Innanzitutto questa pianta era considerata regale per eccellenza anche al tempo degli antichi greci, considerata quasi sacra e miracolosa da poter essere raccolta solo dai sacerdoti con un falcetto rigorosamente d’oro. Si dice abbia permesso a Enea di discendere nell’Ade, e da ciò venne considerato, per la sua natura sempreverde, un simbolo di vitalità.

C’è chi pensa che la tradizione di baciarsi sotto al vischio risalga ai Saturnali romani, ma quest’usanza si può anche fare risalire alla mitologia delle popolazioni nordiche. In base a questo mito, la dea dell’amore Frigga pensò di tenere al riparo il figlio Baldr facendo promettere alle cose che vivevano sulla terra, creature animali e vegetali, di non fargli mai del male. Tuttavia le sfuggì il vischio, che cresceva sugli alberi e non sulla terra. La divinità del disordine Loki, il fratello cattivo e invidioso, usò proprio il vischio per fabbricare una freccia e ucciderlo, ma quando la madre pianse, le sue lacrime si trasformarono in bacche bianche che, cadendo sul figlio, fecero risorgere Baldr. Allora la dea Frigga, ebbra di felicità, baciò tutti quelli che passavano sotto quell’albero, elargendo, per gratitudine, buona fortuna e amore a tutti coloro si fossero baciati sotto un cespuglio di vischio.

Nella terra per eccellenza del Natale, la Scandinavia, si racconta che i druidi usassero il vischio come base per pozioni mediche credendolo in grado di curare praticamente ogni cosa, grazie a qualità antinfiammatorie e nel regolare la pressione del sangue. Antiche leggende che hanno dato al vischio la fama di portafortuna. Perciò si adornano le case per proteggere la famiglia, si addobbano le porte per portare fortuna in casa, ed è anche di buon auspicio regalarlo.

Ben diversa la tradizione secondo gli antichi cristiani, secondo la quale in principio era un albero, ma dopo che il suo legno venne utilizzato per costruire la croce di Gesù, fu relegato a pianta parassita. E infatti esso vive aggrappato ai rami degli alberi, di solito pioppi, tigli o olmi. Tuttavia anche nella tradizione cristiana è diventata simbolo di fortuna, amore e protezione. Altra curiosità: è vero che porterebbe gioia, salute e fecondità, ma per tenere lontani mali e malanni deve essere appeso non in un posto a casaccio, ma sotto la trave portante della propria casa. Maurizio Costanzo