Virus sinciziale e influenza: “Siamo nel picco”. Come curarsi e i consigli per i genitori

Il parere del pediatra del Meyer Massimo Resti: “Siamo nella tri-pandemia, ma se il Covid non rappresenta un problema, attenzione agli altri due”

Virus respiratorio sinciziale, il grafico sui sintomi

Virus respiratorio sinciziale, il grafico sui sintomi

Firenze, 9 gennaio 2024 - Lavaggi nasali con fisiologica e, non appena il bambino rientra a casa infreddolito, una bella doccia calda. Due semplici consigli che arrivano dal dottor Massimo Resti, pediatra del Meyer. “Siamo nel picco della tri-pandemia - dice -. Ma se il Covid nell’età pediatrica non rappresenta un problema, per gli altri due il discorso è diverso. Il virus respiratorio sinciziale e l’influenza stanno colpendo duro”.

Il virus respiratorio sinciziale

Resti si augura che sia l’ultimo inverno con molti casi di bambini piccoli colpiti dal Vrs, un virus che sta riempiendo da settimane i reparti del pediatrico fiorentino e, purtroppo, anche la rianimazione. “Per fortuna in Toscana i posti in rianimazione pediatrica ci sono. In altre regioni non è così”, sottolinea il dottore, che si augura che sia l’ultimo inverno alle prese con questa emergenza per i più piccini. “Esiste un anticorpo monoclonale per prevenire il Vrs - spiega -. Purtroppo, da noi la burocrazia ha rallentato la sua messa a disposizione. Mi auguro che per il prossimo ottobre ci sia. In Spagna lo stanno usando ed hanno avuto un crollo dei ricoveri. Si badi bene che il Vrs non riguarda i più fragili. Per il 90% dei casi, i bimbi ricoverati non sono affatto fragili. Di questi, il 20% va in rianimazione”.

Cos’è il virus respiratorio sinciziale

E’ molto diffuso e contagioso; proprio come il virus dell’influenza, provoca epidemie annuali. Si trasmette per via aerea - attraverso l'inalazione di goccioline provocate da uno starnuto o dalla tosse - o per contatto diretto delle secrezioni nasali infette con le mucose degli occhi, della bocca o del naso. Il periodo di maggiore contagiosità è quello tra novembre e aprile, con un picco nei mesi di gennaio, febbraio e marzo. Il periodo di incubazione del virus è di circa quattro-sei giorni.

L’influenza

“L’influenza H1N1 sta purtroppo facendo la parte del leone. È molto aggressiva, con tosse molto persistente. Un vaccinato, ricordiamolo, è meno probabile che vada incontro ad effetti gravi - dice il pediatra -. Quest’anno l’influenza sta avendo un picco più elevato degli anni passati”.

Non aver fretta di rimandare i bimbi a scuola

“So bene quanto l’assenza da scuola metta in difficoltà le famiglie - dice Resti -. Ma bisogna sapere che l’influenza abbassa le difese e, pertanto, facilita la comparsa di complicazioni”. Pertanto, prima di tornare a scuola il bimbo deve essere completamente guarito. “In caso di febbre - prosegue il pediatra, - sì al paracetamolo. No invece agli antibiotici, a meno che il medico non dica diversamente”. Buona norma sono i lavaggi nasali, utilissimi per mantenere libere ed efficienti le vie respiratorie superiori”.