Medico (repertorio)
Medico (repertorio)

Firenze, 30 settembre 2020 - Si annuncia come la più grande campagna di vaccinazione influenzale mai fatta fino ad oggi in Toscana, con 1 milione e 462mila dosi a fronte delle oltre 750mila degli anni passati. Uno sforzo quasi raddoppiato (con una spesa di circa 8 milioni di euro) ma che non manca di lasciare alcuni fronti incerti: primo fra tutti quello della fornitura di dosi ai privati non inseriti nelle categorie a rischio che, in passato, sceglievano di acquistarle per farsele poi somministrare dal medico.

È prevista entro la prima decade di ottobre (ottimisticamente potrebbe essere anche la data del 5), in Toscana, la partenza della campagna vaccinale, che presenta quest’anno diverse novità regionali e nazionali. Cambia, prima di tutto, l’età degli anziani aventi diritto al vaccino gratuito: non più 65 ma 60 anni.

Saranno loro i primi a poter beneficiare delle dosi, insieme ai bambini (da 6 mesi a 6 anni) e agli appartenenti alle categorie a rischio per motivi di salute o professionali (medici e operatori sanitari, corpo docente e operatori della scuola, forze di polizia, servizi di pubblica utilità e soggetti a contatto con il pubblico).

Diverso anche il meccanismo attivato a monte dell’erogazione del vaccino (tetravalente o trivalente adiuvato da erogare in base al tipo di paziente). Medici di famiglia e pediatri (oltre alle Ausl) saranno il primo fronte per la vaccinazione e, vista la mole eccezionale di lavoro prevista quest’anno, verranno riforniti direttamente delle farmacie di zona, grazie a un accordo ad hoc con la Regione, senza dover più ritirare le dosi alla Ausl. Le farmacie, da parte loro, garantiranno la conservazione dei vaccini (che devono essere refrigerati) e la disponibilità di scorte.

«Quest’anno la vaccinazione influenzale deve essere fatta in modo più vasto possibile – spiegano dalla Regione Toscana – per evitare una pericolosa confusione fra sintomi Covid e influenzali. Inoltre è importante evitare la pressione che, ogni anno, l’influenza esercita sugli ospedali in inverno e che quest’anno potrebbe sommarsi con un’eventuale seconda ondata Covid. Per questo è stato acquistato un quantitativo di vaccino anti-influenzale senza precedenti, studiando anche un diverso sistema di rifornimento».

L’acquisto eccezionale di vaccini da parte delle regioni ha però fatto esaurire le scorte, annullando quasi del tutto la disponibilità di dosi sul libero mercato. In passato, chi non rientrava nelle categorie a rischio ma voleva comunque proteggersi poteva fare richiesta al medico e acquistare in farmacia il vaccino a proprie spese.

Quest’anno molti cittadini che volevano procedere in questa direzione si sono sentiti dire di no: le farmacie sanno infatti già che avranno grosse difficoltà ad avere dosi disponibili sul libero mercato. Vero è che quest’anno, per la prima volta, il Ministero autorizza le regioni a somministrare il vaccino anche alle categorie non a rischio, ma solo in un secondo momento, avendo cioè dato priorità a chi ne ha più bisogno.

«Secondo i nostri calcoli – spiegano ancora dalla Regione Toscana – il quantitativo di dosi acquistato in Toscana basterà per tutti gli interessati, anche per i non appartenenti alle categorie a rischio che potranno averlo qualche giorno o settimana dopo l’avvio della campagna, appena smaltite le priorità». Secondo una ricerca della Fondazione Gimbe, in Toscana le dosi riservate ai «non a rischio» nel totale dell’acquisto fatto sono 225.661, il quarto dato più alto dopo Puglia (1.084.634), Lazio (926.291) e Sicilia (256.796). Resta l’incognita di quante saranno le domande in un contesto particolare come quello di quest’anno. Per vedere come andrà non resta che aspettare.