Pienza
Pienza

Firenze, 5 gennaio 2021 - Sulle località toscane individuate dal Governo come aree idonee per il deposito nazionale dei rifiuti nucleari (Pienza e Trequanda, in provincia di Siena e Campagnatico,in provincia di Grosseto), interviene su Facebook il presidente della Regione, Eugenio Giani, manifestando netta contrarietà: "È contraddittorio valorizzare scenari paesistici che come nel caso della Val d'Orcia diventano patrimoni mondiali dell'Unesco e prevedere poi depositi di scorie di materiale radioattivo nucleare, pur frutto di lavorazioni medicali. Sono convinto che il Governo si ricrederà sull'utilità di scelta ipotizzata in aree dove la bellissima Trequanda, ai confini della Val d'Orcia, o l'affascinante Campagnatico, immerso nei tratti più belli della Maremma, costituiscono un valore ambientale unico al mondo".

Sulla stessa linea l’assessore all’ambiente Monia Monni. “Comprendiamo la necessità di realizzare un deposito unico per i rifiuti radioattivi italiani, di bassa e media attività, scelta necessaria e trasparente che tende a trovare una risposta efficiente alla collocazione di rifiuti prodotti quotidianamente , anche in ambito medico, facendo emergere un problema lasciato nell'ombra per molto tempo.  Tuttavia,  in attesa di ulteriori comunicazioni ufficiali, affermiamo la nostra netta contrarietà alle possibili localizzazioni toscane, contrarietà che faremo valere in tutti i luoghi deputati e con tutti gli strumenti utili, a partire dalla consultazione pubblica prevista per individuare il sito più idoneo. Il nostro territorio vive di bellezza, di turismo e di agricoltura di pregio e, per valorizzarli ulteriormente, ha fatto la scelta di investire su un futuro fatto di ambiente, rinnovabili ed economia circolare. Ribadiamo dunque, e lo affermeremo in ogni luogo e con ogni strumento previsto e necessario, che ĺ'ipotesi di localizzazione in Toscana ci vede fermamente contrari poiché in contrasto con la nostra storia, la nostra vocazione e la nostra idea di futuro”.

"Si tratta di una proposta irricevibile e non negoziabile e che non riteniamo di non poter prendere nemmeno in considerazione in un territorio come il nostro patrimonio mondiale dell'umanità Unesco e ad alta vocazione turistica. Una notizia che abbiamo appreso solo questa mattina, improvvisa e inattesa", sottolineano in un comunicato unitario i sindaci della Val d'Orcia (Castiglione d'Orcia, Pienza, Montalcino, San Quirico d'Orcia e Radicofani) e della Val di Chiana (Trequanda, Sarteano, Chianciano Terme, Chiusi, Cetona, San Casciano dei Bagni, Montepulciano, Sinalunga e Torrita di Siena) sulla proposta prevista dalla Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee a ospitare un deposito di scorie nucleari. «Ci adopereremo in tutte le sedi opportune, regionali e nazionali, che il confronto democratico consente - concludono -, attraverso il coinvolgimento dei cittadini e delle nostre imprese, per dire no ad una proposta che ci vede nettamente contrari».

"Non sapevo niente ma è una follia". Così Luca Grisanti, sindaco di Campagnatico (Grosseto), commenta l'individuazione nel suo comune maremmano di un sito ritenuto potenzialmente idoneo per il deposito nazionale delle scorie nucleari. "La prima cosa che farò - aggiunge - sarà scrivere al ministro dell'Ambiente Costa per invitarlo nel mio territorio. Magari capirà meglio dove siamo. Ma il mio 'no' è inequivocabile. Il territorio di Campagnatico si regge sulle bellezze artistiche, culturali e agricole. Con le scorie nucleari sarebbe la fine".