Guida Michelin, tra le new entry del mese dominano i ristoranti dell’Umbria

Tre i locali toscani che si aggiungono alla lista dei migliori

Un ristorante italiano
Un ristorante italiano

Firenze, 7 settembre 2023 – Tra i 24 ristoranti che sono entrati nel mese di settembre 2023 nella prestigiosa guida Michelin, ben cinque sono umbri e tre toscani. Le stelle saranno assegnate solo in occasione della tradizionale cerimonia annuale, ma nel frattempo aumentano i migliori ristoranti in una piccola regione come l'Umbria, sempre più spesso meta di vip amanti dell'enogastronomia italiana, e se ne aggiungono anche di toscani. In Umbria fanno il loro ingresso nella guida Ada e Il Giurista a Perugia città, aldìVino a Corciano, I Rodella a Deruta e Zafferano a Città della Pieve. In Toscana sono stati apprezzati dagli ispettori Michelin La Cerreta a Sassetta, in provincia di Livorno, Osteria Grande ad Arezzo e Saporium a Chiusdino, in provincia di Siena. Ecco, in dettaglio, quali sono le new entry e il punto di vista della Guida Michelin.

I ristoranti umbri

Ada - Perugia “Nel centro storico, a pochi passi dalla cinta muraria etrusca del III sec. a.C., un nuovo locale dal comfort contemporaneo dove – si legge sul sito della Guida Michelin - una cuoca esperta propone la sua cucina fatta di colori e sapori che richiamano questa terra, e le sue acque dolci ma non solo, con una proposta basata su due menù degustazione o una soddisfacente scelta alla carta”. Gli ispettori della Guida Michelin hanno apprezzato molto “l'anguilla alla brace nel suo "tegamaccio" (zuppa locale di pesci d'acqua dolce), così come la visita finale nelle misteriose cantine: un tempo passaggio segreto oggi scrigno di ottime e variegate proposte gestite da un appassionato sommelier”.

aldìVino - Corciano Le sale interne, arredate con tante bottiglie di vino alle pareti, hanno uno stile da bistrot bon ton, mentre per la bella stagione c'è un raccolto servizio all'aperto. La cucina è contemporanea e creativa, con una proposta articolata in tre menù degustazione da cui si possono estrarre singoli piatti alla carta. La guida Michelin consiglia “l'assaggio dei due piatti iconici dello chef: Calamaro dripping e Spaghettone burro affumicato, ostrica e lampone”. “Dopodiché – aggiunge – sbizzarritevi tra le proposte di Terra, Acqua o Vegetale”.

I Rodella - Deruta "Il complesso, che comprende anche sette camere e due junior suites, risale all'inizio del 1600 e fu voluto dalla Chiesa come stazione di posta sulla strada verso Roma. Da tanti anni – spiega la Guida Michelin – la gestione è in mano a una famiglia di origini venete, con due fratelli gemelli dal curriculum significativo in cucina e un terzo, sommelier, in sala. La loro proposta, che va oltre l'ispirazione locale, è stata concepita con una visione moderna sia nell'accostamento di gusti (erbe del loro orto) e sapori, sia nella presentazione dei piatti, sempre generosi e gustosi. Il consiglio è fare come abbiamo fatto noi, cioè lasciarsi consigliare dal capace Samuele e assaggiare ciò che Stefano e Andrea prepareranno per voi con passione e competenza”.

Il Giurista - Perugia Il giurista del nome (a cui è dedicata anche la via) è Bartolo da Sassoferrato, insigne giureconsulto del XIV secolo. Dalla strada si scende qualche metro per accedere in sale accoglienti, un ambiente storico con volte a mattoni vivi, molto fresco e apprezzato in estate. La cucina è legata alle tradizioni del territorio con una carta tutta dedicata alla terra, che in stagione si arricchisce di una sezione sugli abbinamenti con il tartufo nero. Servizio attento e cortese.

Zafferano - Città della Pieve "Città della Pieve – scrive la Guida Michelin – è famosa per lo zafferano, ma anche per il vicolo Baciadonne, ‘uno dei più stretti d’Italia’ nel bel centro storico che vi consigliamo di visitare con una passeggiata quando vi sarete alzati dai locali interni o dalla bella veranda estiva di questo accogliente ristorante che, ospitato in un signorile e raccolto hotel, propone sapori a cavallo tra Umbria e Toscana”.  

I tre ristoranti toscani

La Cerreta Osteria - Sassetta "Immerso nella natura, La Cerreta Osteria – consiglia la Guida Michelin - è un indirizzo bucolico dove dormire, rilassarsi alle terme, approfittare della buona tavola del suo ristorante: qui il menu giornaliero è elaborato con i soli prodotti biodinamici della azienda agricola di proprietà (vino, olio, formaggi, ortaggi…). Tra le specialità, il maialino spesso ritorna: ottimo nella versione stufato al Matis e bieta”.

Osteria Grande - Arezzo  "Affacciato sulla splendida piazza Grande e sulla Loggia Vasariana che ne costituisce un lato lungo, questo locale – spiega la Guida Michelin - è sorto nell'estate 2022 grazie alla passione di Fatjon e Lorenzo. Il primo impegnato a sviluppare una cucina stagionale e contemporanea - come nel caso dell’assoluto di piccione con petto, coscia e filetto, ognuno con una preparazione adeguata, cipolla dolce e grue di cacao - il secondo a raccontare i vini in carta e a proporre i giusti accostamenti. Con l’assoluto di piccione, ad esempio, si consiglia un originale Maturato Tiberini 2018, un bianco di uve maturate a lungo in pianta. Come aperitivo o after dinner ci si può affidare alla nutrita lista cocktail e al personale dedicato”.

Saporium - Chiusdino Perché Saporium ha fatto il suo ingresso nella Guida Michelin? Ecco la motivazione. “Saporium è il nuovo fine dining ricavato all'interno dello stupendo Relais Borgo Santo Pietro, una casa antica i cui interni mostrano una cura rara e raffinata che la sera, all'ora di cena, diviene quanto mai romantica avvolta com'è dal gioco di luci soffuse e ombre realizzato da mille candele. Col bel tempo ci si accomoda sotto ad un elegante portico del 1200 affacciato sul giardino e sulla Valle Serena, che comprende gli oltre 100 ettari di proprietà. Ed è proprio da lì, dagli ulivi, dalle vigne, dagli orti e dai frutteti, che prende vita la cucina impostata dall'executive chef Ariel Hagen e realizzata da Luca Ottogalli: piatti moderni e delicati. La volontà è infatti quella di raccontare le stagioni di questo territorio straordinario: il dessert con la variazione di noci degli alberi del Borgo ne è un esempio perfetto! La selezione vini con oltre 1000 referenze permette qualsiasi tipo di pairing”.