Parchi eolici, scoppia il caso Pitigliano: “Un territorio unico da salvaguardare”

In Toscana l’ultima battaglia si combatte alle porte della Città del Tufo. A guidarla il sindaco che ha dalla sua anche lo scrittore Niccolò Ammaniti: “Abito qui, sono molto preoccupato per l’impatto di questo impianto”

Un parco eolico (foto repertorio)
Un parco eolico (foto repertorio)

Grosseto, 11 febbraio 2024 – Le campagne che abbracciano Pitigliano, la Città del Tufo della Toscana, sono un susseguirsi di dolci colline e paesaggi incontaminati. Ma da un po’ di giorni a minare l’equilibrio di questi luoghi è il progetto di un parco eolico che conta sei pale, ognuna alta 210 metri. La possibile realizzazione di questo nuovo impianto agita gli abitanti della zona, che in queste campagne, al confine con il Lazio, hanno costruito casolari e investito in attività ricettive e aziende agricole. Tra questi c’è Niccolò Ammaniti. Lo scrittore, regista e sceneggiatore frequenta questa zona da oltre vent’anni e nelle vicinanze dell’area dove dovrebbe sorgere il parco eolico ha il suo buen retiro. "Risiedo nella zona dove dovrebbero essere installate queste pale eoliche – spiega lo scrittore – sono molto preoccupato da questo progetto, per l’impatto che può avere sul territorio". L’amministrazione comunale Pitigliano, guidata dal giovane sindaco Giovanni Gentili (36 anni), ha preso posizione contraria e ha indetto per martedì un’assemblea pubblica, a questo incontro Ammaniti parteciperà. "Andrò perché voglio capire meglio di cosa si tratta – prosegue – e spero che ci sia una bella risposta da parte di tutta la popolazione perché questo territorio è unico e va salvaguardato".

Pitigliano e le sue campagne sono un esempio di urbanizzazione molto controllata, dove uomo e natura convivono in una grande forma di rispetto, ecco perché sei grandi pale eoliche sono viste dalla gran parte della popolazione come elementi di disturbo dal punto di vista paesaggistico, ma non solo. Ovviamente diventerebbero gli elementi caratterizzanti di questo territorio collinare e la percezione del paesaggio ne risulterebbe completamente sconvolta. Inoltre andrebbe a minare anche l’integrità di altre aree. La località individuata per l’installazione delle pale si chiama Rempillo, è a due passi dal lago di Mezzano e a un chilometro e mezzo dalla Caldera di Latera (provincia di Viterbo). Vicino c’è la Riserva naturale regionale Selva del Lamone. Insomma per muoversi in questi luoghi, come spiegano anche gli abitanti, ci vuole profondo rispetto dell’ambiente e di chi lo vive che non sono solo le persone.

C’è molta preoccupazione, ad esempio, per l’impatto potenziale che queste pale eoliche potrebbero avere su specie molto rare presenti nell’area, come ad esempio il Nibbio reale, che possono collidere con gli aerogeneratori o perdere habitat idoneo. È evidente che inserire sei pale in un’area come questa è un’operazione molto complicata e che deve, o almeno dovrebbe, passare dal benestare della popolazione locale e degli amministratori, che però possono soltanto avanzare osservazioni al piano.

Il progetto , di Sorgenia, vale circa 58 milioni di euro e al momento è fermo al ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica per le procedure di Valutazione di Impatto e di incidenza nazionali. Parallelamente i cittadini e gli enti interessati hanno tempo fino a sabato 24 per presentare osservazioni.

Il Comune di Pitigliano in poco tempo ha vagliato il progetto e ha formulato le sue osservazioni, queste saranno presentate martedì in assemblea. Non c’è insomma tempo da perdere e anche per questa battaglia per il rispetto dell’ambient ciòo che conterà sarà la coesione tra amministratori, enti e cittadini.