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Arezzo, 13 giugno 2024 – Ha disposto la sospensiva il Tar della Toscana, di un’ordinanza con cui il Comune aveva stabilito l’allontanamento da una casa famiglia di 5 ospiti considerati non autosufficienti. Per loro, si erano chiude le porte della casa famiglia Fiordaliso di Arezzo, perché percettori di indennità di accompagnamento. Il problema delle «case famiglia» non è nuovo in città, più volte si sono verificati accertamenti della Polizia Municipale e ordinanze di chiusura emesse dal Comune, sul presupposto che su queste venisse svolta attività non consentita e propria invece delle Rsa. «Ritengono la Polizia municipale e il Comune, che il semplice accertamento che all’interno delle case famiglia vi siano ospiti percettori d’indennità di accompagnamento costituisca un automatismo per il quale i medesimi debbano essere considerati persone ’non autosufficienti’ e quindi inidonee a permanere in tali strutture, ritenute dalla legge regionale a basso livello assistenziale – spiega l’avvocato Alberto Rubechi - In altre parole, secondo gli accertatori, i percettori di tale indennità potrebbero essere ospitati solo nelle Rsa». La società rappresentata da Rubechi ha impugnato dinanzi al Tar della Toscana l’ordinanza emessa dal Comune il 9 aprile scorso che su richiesta della Polizia Municipale ha intimato alla stessa «di provvedere tempestivamente alla dimissione dalla struttura di soggetti in condizione d’invalidità al 100%».
Rubechi aggiunge: «Nel ricorso abbiamo sostenuto che autosufficienza ed invalidità sono cose diverse nel senso che anche il percettore d’indennità di accompagnamento e dunque l’invalido al 100% può continuare ad esser autosufficiente – continua l’avvocato - permanendo la possibilità di attendere alle normali funzioni della vita quotidiana non necessitando pertanto di assistenza continuativa. Tra l’altro si era evidenziato in ricorso che la tesi era stata avvalorata anche dalla commissione medica Asl che aveva verificato gli ospiti della struttura ricorrente e ritenuto i medesimi, ancorché percettori di accompagnamento, con isogravità 0 e quindi autosufficienti».
Adesso con l’istanza cautelare discussa dinanzi al Tar della Toscana è arrivato l’accoglimento che in sostanza ha dato parere positivo alla tesi dei difensori e sospeso il provvedimento impugnato. «È il primo giudice che dal 2015 mette sotto analisi il fatto che una legge regionale sia inadeguata – dice il vice sindaco Lucia Tanti – l’obiettivo non è trovare un giudice che la pensa così ma cambiare la normativa che evidenzia un conflitto. A breve avremo un altro incontro i col Garante e una rappresentativa della case famiglia aretine, a cui parteciperò insieme al presidente della Commissione e all’assessore regionale Spinelli. Gli chiederemo di valutare se non il cambio della normativa, almeno la correzione del comma di un articolo che eviti questo tira e molla».