Firenze, 19 settembre 2021 - "La marcia dei 40mila. Quella buona". Si conclude così sulla pagina facebook del Collettivo di fabbrica-lavoratori Gkn Firenze la grande manifestazione fiorentina del sabato della protesta contro il mercato del profitto sulle spalle dei lavoratori. Fino al Piazzale Michelangelo per dire no ai licenziamenti (422 a Campi Bisenzio) e alle fughe delle aziende in una globalizzazione che limita i diritti degli operai. C’è la soddisfazione per la grande partecipazione e gli applausi che il corteo ha raccolto strada facendo, ma i sorrisi sono tirati perché incombono le lettere di licenziamento (22 settembre) a cui si cercherà di mettere un freno (difficilissimo) nel tavolo ministeriale (domani 20 settembre). Chiamato in causa il governo a fronte dell’intransigenza dell’azienda (proprietà fondo Melrose).

Cosa produce la Gkn

La testa della manifestazione

«Non capire che in questo modo si distrugge il sistema industriale del nostro Paese e l’occupazione, è un grave errore e siamo convinti che il governo non debba affrontare le crisi in questo modo. Ci vogliono strumenti per affrontare la transizione che tengano vincolate le aziende e il lavoro» ha detto Francesca Re David, segretaria generale della Fiom ieri in corteo. Daniele Calosi, segretario Fiom Firenze e Prato punta il dito sull’esecutivo: «L’atto aziendale è un atto di violenza inaudita. I lavoratori, il sindacato, il Comune di Campi, l’intera comunità fiorentina e anche oltre la regione Toscana non lo accetta». Qualcosa si può fare, ancora: «Noi ribadiamo la richiesta di ritiro della procedura di licenziamento e l’attivazione degli ammortizzatori alternativi ai licenziamenti». All’incontro a Roma la Fiom ci sarà e «ribadiremo queste cose».

Con un occhio rivolto alla sentenza del Tribunale del Lavoro: «Restiamo fiduciosi sull’esito. Non accetteremo alcun licenziamento e vogliamo la ripresa dell’attività produttiva nello stabilimento» dove continua a suonare la sirena del cambio del turno e i macchinari sono accesi, come lo erano il 9 luglio alle 6 di mattina, prima della mazzata dei licenziamenti. Molte le delegazioni di fabbrica giunte da varie parti d’Italia a Firenze, tra cui i lavoratori della Whirlpool di Napoli, la Rsu della Piaggio di Pontedera, gli operai della Sanac di Massa Carrara e del distretto tessile di Prato.

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Il corteo dei lavoratori della Gkn ha osservato un minuto di silenzio per ricordare l’operaio morto schiacciato dai rulli in un’azienda di Campi Bisenzio. Dolore che si aggiunge a dolore. Il presidente della Toscana Eugenio Giani non molla e punta al decreto delocalizzazione di Orlando-Todde: «Se la legge viene approvata prima che la procedura sia esecutiva, ci sono misure di deterrenza: sanzioni, soldi da pagare da parte di Gkn, blocco dei licenziamenti». Ora si aspetta l’ultimo tavolo e si pensa a uno sciopero generale.

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