Growing in the sunlight, il murales più grande di Toscana a Bibbiena

L'opera di street art realizzata a Bibbiena Stazione grazie a un bando della Regione

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Arezzo, 2 febbraio 2024 – L'opera di street art realizzata a Bibbiena Stazione grazie a un bando della Regione Toscana sulla rigenerazione urbana degli spazi pubblici dal titolo Growing in the sunlight, con i suoi 530 metri quadrati, è il murales più grande della Toscana e uno dei più grandi in Italia.

Ce lo dicono oggi gli artisti NInjaz e Moz, i due urban artist che hanno realizzato la bellissima opera di Bibbiena e che si distinguono nel contesto nazionale e internazionale nella realizzazione di progetti di rigenerazione urbana site-specific.

Come spiegano i due artisti: “Growing in the sun light è un’opera che prende ispirazione dal territorio del Casentino e dal nostro personale concetto di vita. L’opera è infatti costruita sul parallelismo che questi ultimi hanno colto tra la vegetazione e la vita di ogni essere umano. La vita umana, intesa come esperienza di crescita e cambiamento, è molto simile a quella di una pianta. Non è semplice crescere felici e rigogliosi, la vita presenta molti ostacoli, ma dobbiamo imparare a reagire e contornarci di positività. L’opera vuole essere un augurio per ogni bambino, di crescere rigoglioso come una pianta, ben radicata alle sue radici e ai suoi valori, ma pronta a crescere e cambiare, riuscendo così a realizzarsi in un contesto sociale sempre più vario e complesso”.

Andrea Montagnani in arte Moz continua: “L’opera si presenta in stile astratto/popart. Il background geometrico è la sintetizzazione strutturale del paesaggio del territorio circostante e di elementi che caratterizzano le fasi della vita come dono prezioso. C’è un sorriso di donna, le scale che sono le fasi difficili della vita, ma che portano a una crescita, gli occhi sorridono e guardano al futuro. Uno stile astratto, contraddistinto da forme geometriche ed elementi figurativi che si uniscono per formare uno storytelling che lasci lo spettatore libero di interpretare”.

L’opera è stata inaugurata l’Estate scorsa alla presenza del Vice Presidente del Consiglio regionale della Toscana. Grazie alla Regione Toscana, al bando di rigenerazione urbana "RI-Generazione", all’amministrazione e al Centro Sociale si è potuta realizzare questa grande opera d’arte urbana.

L’amministrazione aveva predisposto un avviso pubblico per associazioni di street art o artisti indipendenti. La commissione istituita a seguito del bando, scelte proprio quello degli artisti indipendenti per la capacità del progetto di rappresentare le due fasi della vita: l’infanzia caratterizzata da spensieratezza, giochi e prime forme di socializzazione; l’età matura caratterizzata dalla consapevolezza.

Francesca Nassini commenta: “E’ stato uno dei progetti artistici e di rigenerazione urbana tra i più belli tra quelli che abbiamo attivato sul nostro territorio. Oggi sono felice di apprendere che questa stessa opera che ha cambiato in meglio la nostra vita e quella di tante persone, possa avere anche un primato ovvero essere la più grande della Toscana. Credo che investire in bellezza e cultura ci consenta di fare passi avanti sulla strada dell’integrazione, della convivenza pacifica. Respirare, vivere nella bellezza ci rende migliori”.

Wallscape Vision – di cui fa parte anche l’opera di Bibbiena - e’ un progetto fondato dagli artisti italiani Mozz e Ninjaz, volto alla rigenerazione di spazi pubblici e privati tramite la realizzazione di interventi artistici site specific.

Mozz e Ninjaz provengono da un lungo percorso nel movimento dei Graffiti, nel quale hanno dato vita ad opere ed interventi che rispecchiano gli stili caratteristici di questo mondo - come il lettering ed i puppets - perseguendo in parallelo lo studio di nuovi linguaggi espressivi sin dai loro esordi. Lo stile presentato in Wallscape Vision e’ infatti la risultante di anni di esperienza e sperimentazione, in cui gli artisti evolvono i segni distintivi del graffitismo in elementi astratti e geometrici. I soggetti sono destrutturati, punto cardine nella loro ricerca, e le forme divengono contenitori di texture urbane e naturali, storie, emozioni e cromie del territorio. In questo spazio/luogo, lo spettatore e’ libero di interpretare autonomamente l’opera ed identificarsi nei segni e colori lasciandosi trasportare semplicemente dall’essenza di ciò che viene rappresentato.