Firenze, 16 ottobre 2021 - Salta qualche bus, s’ingolfano i cancelli di alcune aziende nella Piana fiorentina e nel Pisano, a scuola un po’ di banchi restano vuoti (ieri ci si è messo pure un sole delizioso) ma alla fine della fiera l’onda d’urto anti-Green pass in salsa toscana si risolve in una scossetta tellurica neanche registrata dai sismografi della quotidianità.

Scenario d’altronde prevedibile alla vigilia non fosse altro che per la tradizione pragmatica di un popolo che, di fronte al dibattito ideologico, devia per Dna verso l’azione pratica. Non a caso, anche gli anti-pass più integralisti negli ultimi giorni hanno progressivamente perso fiato e certezze. Gongola a tal proposito il governatore Eugenio Giani che, al netto dell’inevitabile excursus storico ("Noi siamo una Regione di grande civiltà, dove il granduca Pietro Leopoldo, 252 anni fa, andava a vaccinarsi con i figli contro il vaiolo"), snocciola dati rassicuranti: "Sapevamo che tutti coloro che preferiscono ricorrere al tampone ogni 24 ore si sarebbero fatti vivi. Oggi (ieri ndr) abbiamo superato i 30mila tamponi e sono convinto che progressivamente molti, invece di fare la verifica ogni 48 ore, alla fine faranno il vaccino".
Un auspicio che sembra trovare riscontro nell’aumento delle somministrazioni (quasi tremila, nella giornata di mercoledì, al Mandela Forum di Firenze, il più grande hub della regione, che come annunciato ieri resterà aperto per un altro mese) e nella tenuta generale del sistema (ieri 235 nuovi positivi e, purtroppo, tre decessi).

«Siamo la prima regione italiana per popolazione vaccinata" ha esultato ieri il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo mentre il Granducato teneva dignitosamente botta se si esclude qualche ritardo dei treni (poche decine di minuti nei casi più estremi), alcun disagi negli spostamenti cittadini sui mezzi pubblici – a Firenze, intorno all’ora di pranzo una cinquantina di bus Ataf sono rientrati in nticipo in deposito – e un po’ di caos all’ingresso delle fabbriche ("Non tutti i lavoratori si sono presentati o sono entrati in azienda perché privi di Green pass" spiega in una nota la Fiom Cgil). Tutto liscio al porto di Livorno e agli scali aeroportuali di Pisa e Firenze, traffico (stranamente) regolare anche sull’A-1 dove nessun camionista ha ’rallentato’ di proposito il flusso come si temeva alla vigilia.

In piazza Santa Maria Novella, a Firenze, la protesta pacifica contro il certificato verde che ha visto radunarsi a metà mattinata più di mille persone, il triplo delle previsioni. Cori contro il governo, i giornali e le università in un palco improvvisato che ha visto alternarsi le anime più disparate: dai centri sociali a qualche leghista, passando per liceali in libera uscita e sanitari sospesi. Il corto circuito sociologico – che si porta dietro la consapevolezza della totale impossibilità di inquadrare il popolo no Vax – arriva con la preghiera improvvisata di alcuni verso la facciata della basilica accompagnata dallo sventolio delle bandiere anarchiche. Ma al netto delle spigolature tutto fila liscio e l’adunata si scioglie in tempo per il pranzo. In serata le pagelle che promuovono – più o meno – tutti i toscani.