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15 gen 2022

Morto a caccia a 19 anni, ci sono otto indagati. La famiglia: "Chiarezza sui soccorsi"

Presentato un esposto in Procura per il decesso di Cristian Ghilli dopo il tragico incidente in Valdicecina

carlo baroni
Cronaca
Cristian Ghilli, 19 anni: era campione di tiro a volo categoria skeet
Cristian Ghilli, 19 anni: era campione di tiro a volo categoria skeet

Ponteginori (Pisa), 16 gennaio 2022 - Il tempo trascorso dalla richiesta dei soccorsi alla morte è finito sotto la lente degli inquirenti. Quelle stesse ore sulle quali la famiglia di Cristian Ghilli – assistita dall’avvocato Giacomo Giribaldi di Livorno –, con un esposto alla procura della Repubblica di Pisa, ha chiesto che venga fatta chiarezza per capire se è stato fatto tutto il possibile e se ci sono, invece, eventuali responsabilità nel tragico epilogo della morte del 19enne. Un tempo, quindi, che è la trama di un copione da scrivere per capire se tutto ha funzionato, dal primo istante dell’allarme al decesso del ragazzo in ospedale. E le indagini si starebbero muovendo in questa direzione. Dopo l’esposto, il pm di Pisa Giovanni Porpora ha trasmesso gli atti alla Procura di Livorno, competente per territorio in quanto la morte del giovane è avvenuta a Cecina, dove Ghilli – nato a Pontedera e residente a Ponteginori, e che coltivava sin da piccolo la passione per il tiro a volo di cui era diventato campione mondiale juniores – venne trasferito dopo essere rimasto ferito in un incidente di caccia.

 

Cristian Ghilli
Cristian Ghilli

Le indagini sul drammatico pomeriggio dell’Epifania nella natura aspra e pungente della Valdicecina sono in pieno svolgimento. Agli atti ci sarebbero già le telefonate con le richieste di aiuto, compresa la registrazione della prima chiamata al 118. Mentre domani si terrà l’autopsia sul corpo del diciannovenne per accertare le cause della morte, dopo che il pm livornese Antonella Tenerani, ora titolare del fascicolo, ha proceduto con l’affidamento della consulenza medico legale. Da qui l’iscrizione nel registro degli indagati – con ipotesi di reato l’omicidio colposo – di otto persone, operatori sanitari, che a vario titolo e con ruoli diversi hanno prestato soccorso al giovane, ne hanno disposto il trasferimento a Cecina e hanno praticato le cure necessarie che non sono riuscite scongiurare la tragedia. Le iscrizioni, lo ricordiamo, sono atti di garanzia per procedere con gli accertamenti tecnici irripetibili e con l’esame autoptico.

Cristian Ghilli è morto la sera del 6 gennaio, a distanza di alcune ore da un incidente di caccia al cinghiale nei boschi di Gello, tra Ponteginori e Montecatini Valdicecina. Ghilli, venne ricostruito nell’immediatezza dei fatti, al termine della battuta scivolò nel fango mentre era intento a recuperare alcuni bossoli. Così partì accidentalmente dall’arma il colpo che lo prese all’addome e a una mano. Da qui la richiesta di aiuto, la chiamata dei soccorsi, l’intervento e il trasferimento all’ospedale di Cecina, dove Ghilli morì poco dopo essere arrivato sul tavolo operatorio. Il ragazzo, però, nonostante la caduta nel fango e soprattutto dopo il ferimento, sarebbe rimasto cosciente tanto da trovare la forza di raccontare cosa fosse accaduto, e che era inciampato, appunto, mentre raccoglieva dei bossoli. Christian venne operato d’urgenza all’addome per arrestare l’emorragia, ma non ci fu nulla da fare. La famiglia, si apprende, chiede agli inquirenti una sola cosa: capire se Cristian ha avuto tutte le cure necessarie e nei tempi giusti.

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