La lotta contro il narcotraffico: Livorno, la coca nei container vale un business da 35 milioni

Intensificato il lavoro di contrasto della Finanza. Il comandante Antuofermo alza il tiro: "I risultati ci sono. Negli ultimi tre anni siamo passati da 100 a 500 chili di droga sequestrati"

Livorno, 22 febbraio 2024 – Arriva a Livorno sulle navi portacontenitori provenienti dal Sud America nascosta fra la merce più varia, dai carichi di banane alle casse di caffè.

La cocaina, la polvere bianca, che ogni giorno impegna decine di finanzieri e operatori delle dogane in controlli serrati per contrastare un traffico che sembra inarrestabile. Perché quando c’è richiesta, la droga arriva. E anche in queste ore gli uomini della Guardia di Finanza di Livorno stanno lavorando a pieno regime, i traffici non si fermano mai, nemmeno di notte; quando la città dorme, in porto c’è sempre movimento e a volte non è puro lavoro.

Livorno porto della droga, per la ’ndrangheta è uno degli scali di punta, insieme a Genova, La Spezia, Salerno e Gioia Tauro.

Comandante provinciale della Guardia di Finanza di Livorno Cesare Antuofermo, tanta droga fermata e tanta ne passa?

"Purtroppo si sente dire anche questo, ma non è così. Non ci arroghiamo la presunzione di aver fermato tutto ma alla fine restano i fatti ovvero che negli ultimi tre anni siamo passati da 100 chili di droga sequestrata a 500 chili. Il lavoro che stiamo facendo, basato su osservazione e meticolosità, nel tempo dà i suoi frutti. Vuol dire che stiamo orientando meglio le attività. C’è un insieme di finanzieri e doganieri più presente e con più partecipazione del sistema portuale. La nostra attività, oltre al contrasto degli stupefacenti, serve anche a tutelare la sicurezza degli operatori che lavorano anche di notte in porto e possono incontrare persone sbagliate. Dal mondo portuale c’è più disponibilità e comprensione".

Porto super sorvegliato, giorno e notte?

"Certo, ma oltre ai porti ci sono i carichi lasciati a mare dalle navi madri, oppure navi madri che arrivano e si affiancano ad unità per scaricare ma a volte i carichi si perdono... Capita spesso sulle coste italiane. La tratta prevalente della cocaina è quella che proviene dal Sud America, basta vedere cosa sta accadendo in Ecuador dove i narcos stanno reagendo. Il fumo invece da Marocco, Spagna e Turchia"

I carichi che arrivano nel porto di Livorno dove sono diretti?

"A Livorno ne ritorna una piccola parte perchè la merce segue altre direzione, Nord Italia, Roma, Nord est".

Qualche numero?

"Siamo quasi a 600 chili e ci sono anche dei fermi nostri sul territorio. Sul porto siamo a 550 chili, il 95% cocaina. Cocaina pura, al minuto spaccio tagliata per tre sono una tonnellata e mezza e si parla di 350 milioni. Purtroppo... c’è domanda"

Quante persone sono dislocate in porto per i controlli?

"Una sessantina, tra vigilanza doganale, controllo merci, controllo animali. C’è anche un nucleo che fa solo stupefacenti con le unità cinofile. E’ un’attività integrata e c’è la sinergia con le Dogane, è una rete dove le informazioni, il colpo d’occhio può arrivare da qualunque parte. La Dogana, ad esempio, fa un’analisi documentale che noi non facciamo e possono cogliere qualcosa che non va. Messo a sistema con noi che siamo forze di polizia e possiamo accedere a banche dati, il sistema funziona. Se una nave è interessante, allora mettiamo dispositivi più forti e si centra meglio il controllo anche perché dobbiamo stare attenti a non intralciare le operazioni commerciali che hanno un costo e questo è fondamentale".