Monica Pieraccini
Cronaca

Case green, scatta la corsa. Da 35 a 60mila euro per adeguarsi alle nuove norme

Le direttive europee impongono di partire dagli immobili con le prestazioni peggiori. Stop dal 2025 anche alle caldaie a combustibile fossile. Cna chiede fondi sgravi fiscali

Firenze, 8 aprile 2024 - La direttiva ‘green’, approvata dal Parlamento europeo il 12 marzo scorso, ha un obiettivo nobile: ridurre il consumo energetico e l’emissione di gas a effetto serra. Ma senza incentivi rischia di pesare, ancora una volta, sulle tasche dei cittadini, costretti ad efficientare le proprie case senza Superbonus 110 né sconti in fattura. Secondo la stima di Roberto Pellegrini, coordinatore settore costruzioni e impianti di Cna Toscana, in Toscana sono oltre un milione gli edifici, circa la metà del totale, che devono essere ristrutturati iper raggiungere l’obiettivo imposto dall’Europa. "La direttiva - spiega Pellegrini - è più soft rispetto alle prime bozze circolate, ma avrà un impatto molto forte sul nostro territorio. Questo perché i tempi sono stretti e le riduzioni richieste sono importanti. Oltre la metà degli immobili residenziali in Toscana, d’altra parte, è stato realizzato prima del 1980. Per questo è ragionevole stimare che ci siano oltre un milione di case che dovranno essere ristrutturate per migliorare la loro efficienza energetica".

Le imprese sono pronte, ma le famiglie? "E’ un momento complicato. Dopo l’addio al Superbonus 110, con i suoi pregi e i suoi difetti – sottolinea Pellegrini – le famiglie devono sostenere il costo dei mutui, con tassi di interesse ancora elevati, e una sempre più ridotta disponibilità da parte del settore finanziario a erogare denaro. In questo contesto è fondamentale che il governo introduca incentivi fiscali. Dobbiamo attendere di vedere il piano nazionale che l’Italia appronterà per individuare gli strumenti necessari a raggiungere gli obiettivi indicati dalla direttiva, ma è noto già che l’Europa non darà finanziamenti per questo".

Cosa chiede l’Europa. La direttiva chiede una riduzione del 16% rispetto al 2020 del consumo energetico e della produzione di gas a effetto serra entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Almeno il 55% del calo del consumo medio di energia primaria dovrà essere conseguito con la ristrutturazione del 43% degli edifici residenziali con le prestazioni peggiori. C’è anche un’altra scadenza prevista: lo stop alla produzione e vendita delle caldaie alimentate a combustibile fossile dal 2040. Ma già da gennaio 2025 gli Stati europei non potranno più prevedere incentivi per l’installazione delle caldaie a gas. I bonus fiscali del 50 e del 65%, che trovano la conclusione al 31 dicembre 2024, non potranno essere più utilizzati per la sostituzione delle caldaie a gas a meno che non si installi una caldaia di tipo ibrido. Ma quest’ultima, che già si trova sul mercato, costa almeno il doppio della tradizionale caldaia. "Per questo se si vogliono raggiungere gli obiettivi previsti dalla direttiva – conclude il coordinatore settore costruzioni e impianti di Cna Toscana – c’è bisogno di bonus, incentivi e risorse".

Un’impresa stima una spesa media di 35mila euro per ciascun immobile, con una forchetta che oscilla da 20mila a 55mila euro. Secondo Codacons, invece, si dovrà spendere ancora di più: gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici comporteranno, infatti, un costo medio per un’abitazione di 100 metri quadrati compreso tra i 35mila e i 60mila euro. 

Solo per la sostituzione caldaia con un modello di nuova generazione, la spesa ad appartamento può arrivare fino a 16mila euro. Secondo l’associazione dei consumatori, i lavori di riqualificazione più comuni e che interessano cappotto termico, infissi, caldaie e pannelli solari, hanno costi molto diversificati a seconda della tipologia dei materiali scelti e dell’ubicazione territoriale degli edifici. Il cappotto termico, ad esempio, ha un costo medio compreso oggi tra i 180 e i 400 euro al metro quadrato, mentre per gli infissi la spesa varia, in media, da 10 a 15mila euro. 

Per una nuova caldaia a condensazione, considerata una abitazione da 100 metri quadrati, la spesa va dai 3mila agli 8mila euro, mentre per l’acquisto e l’installazione di una pompa di calore il costo oscilla tra i 6mila e i 16mila euro, dipende dall’impianto scelto. Infine, per un impianto fotovoltaico da 3 kilowatt la spesa da sostenere è di circa 7.500-10.500 euro, a seconda del tipo di pannelli fotovoltaici utilizzati. Al netto di eventuali sanzioni, chi non si adeguerà, fa presente il Codacons, si vedrà svalutare la propria casa fino al 40 per cento del suo valore.