Maltempo, parla l’esperto: “I modelli a disposizione non sono in grado di prevedere gli eventi estremi”

E sulla polemica dei colori: “Per definizione il rosso viene assegnato per un’emergenza in atto”, spiega il meteorologo Tommaso Torrigiani

Maltempo in Toscana, veduta aerea Campi Bisenzio

Maltempo in Toscana, veduta aerea Campi Bisenzio

Firenze, 4 novembre 2023 - “Quello che si è verificato giovedì scorso è stato sicuramente un evento estremo, eccezionale, non prevedibile. Il motivo è semplice: i modelli meteorologici a disposizione non sono in grado di ricostruire gli eventi estremi”. A parlare è Tommaso Torrigiani, previsore e ricercatore del consorzio Lamma.

Cosa potevate prevedere?

“Quello che potevamo vedere era la presenza di condizioni atmosferiche favorevoli all’innesco di questo tipo di sistemi, molto intensi. Eravamo insomma consapevoli del fatto che sarebbe potuto succedere qualcosa di grosso, ma non potevamo né localizzarlo né avere una tempistica esatta del fenomeno”.

Quanto c’entra il cambiamento climatico?

“Si tratta di fenomeni estremi legati in parte a questo. Perturbazioni sempre più intense sono destinate a interessare il nostro territorio, in un contesto di riscaldamento globale. Non dimentichiamo che quest’estate e questo autunno le temperature del Mediterraneo e dell’Atlantico hanno raggiunto valori superiori alle medie. Questo comporta un quantitativo di energia molto maggiore ai sistemi precipitativi”.

Cosa dire riguardo alla polemica sull’allerta arancione?

“Dico che è fuorviante confondere la fase previsionale con lo stato reale delle cose. I colori sono dati in fase di previsione. Ha poco senso parlarne dopo che l’evento è successo. Poi, per definizione il rosso viene assegnato per un’emergenza in atto. Il rosso per i temporali non è contemplato”.

Ora sta per arrivare una nuova perturbazione…

“Purtroppo sì. Tra stasera e stanotte arriveranno altre piogge, che cadranno su terreni già molto saturi. Naturalmente tutto questo preoccupa molto la Protezione civile, perché avremo altra acqua sulle zone già alluvionate”.

Dove si sbaglia? Manca la manutenzione?

“Certo, si dovrebbe fare più prevenzione. È stato poi costruito molto anche in zone alluvionali, come quella di Poggio a Caiano. Va comunque detto che un fenomeno così intenso ed eccezionale provocherebbe problemi sempre e comunque. Anche in assenza di dissesto idrogeologico avremmo avuto il fenomeno naturale dello straripamento dei fiumi. Le precipitazioni, fortissime, si sono concentrate su una striscia lunga 100 km, ma larga non più di 10-15. Ha interessato bacini relativamente piccoli. I fiumi si sono alzati in modo rapido e imprevedibile. E le forti piogge si sono scaricate su terreni già saturi di acqua, viste le precipitazioni precedenti”.

Che cosa c’è da fare urgentemente?

“Se le casse di espansione sono molto utili per la gestione dei fiumi di grossa portata, per quanto riguarda i piccoli bacini idrografici l’unica strada è investire sulla manutenzione e sul rafforzamento degli argini”.