Alluvione, due mesi dopo è sempre emergenza: “Servono 250 milioni per il reticolo minore”

Il quadro dei lavori sui corsi d’acqua esondati nello scorso novembre. A Campi, epicentro del caos, ancora 200 persone aspettano di rientrare

Campi Bisenzio (Firenze), 3 gennaio 2024 – Due mesi esatti dall’alluvione che ha sconvolto la vita di Campi e dei campigiani. Basta affidarsi ai numeri: 30.000 cittadini colpiti, 890 ettari sott’acqua, il 68% del territorio, duecento persone sempre fuori dalle loro case. Tanto è stato fatto, ma molto c’è ancora da fare, come ha ribadito il sindaco Andrea Tagliaferri: "L’emergenza continuerà fino a quando tutte le famiglie non saranno rientrate nelle loro abitazioni". La questione che finora ha ‘martellato’ di più i campigiani è stata quella della sicurezza e dei lavori necessari perché quanto successo a novembre non si possa ripetere.

Marco Bottino, presidente del Consorzio di Bonifica
Marco Bottino, presidente del Consorzio di Bonifica

Partendo dalla sicurezza idraulica, con interventi che, per il ritorno alla normalità, sono suddivisi fra Genio civile, Consorzio di bonifica Medio Valdarno e amministrazione comunale: nel primo caso, si parla dell’arginatura nella zona di Villa Montalvo, la priorità è stata data al consolidamento del muro esistente per poi passare alla messa in sicurezza di tutta l’argine. Per quanto riguarda invece Santa Maria, verrà ricostruita l’arginatura esistente che, in base ai rilievi effettuati, non fa registrare grandi problemi.

Passando al Consorzio di bonifica, ha già ripristinato gli argini della Gora del Ciliegio e della Marinella, entrambi a Capalle. Stessa cosa per l’argine del Fosso Reale a San Donnino e l’argine sinistro del Bisenzio nei pressi dell’uscita di Prato Est della A11. Infine il Comune, a cui compete il ripristino delle spalletta sul ponte alla Rocca e per la quale è già partito il cantiere. Resta in parte aperta anche la questione rifiuti: nella normalità quella delle utenze private, con la fase di emergenziale finita un mese fa, decisamente più indietro quella delle aziende della zona industriale.

Un discorso a parte merita il sociale, per il quale l’amministrazione comunale è intervenuta in modo convinto nel bilancio di previsione, stanziando due milioni e 200.000 euro, una cifra mai ascritta in precedenza nel documento finanziario del Comune di Campi. Tornando alla sicurezza idraulica, il Consorzio di bonifica Medio Valdarno ci tiene a sottolineare due aspetti, come spiega il presidente Marco Bottino: "Siamo sempre nella fase delle somme urgenze, con interventi al Borro del Ciliegio, alla Marinella, alla Stella e al Bagnolo, solo per citarne alcuni, per i quali abbiamo anticipato tre milioni e che garantiscono una sicurezza maggiore in caso di eventi climatici più deboli rispetto a quello di novembre, quando sono caduti in media 200 mm di acqua in quattro ore".

Che si sia trattato di "un evento ingestibile", come lo ha definito Bottino, è sotto gli occhi di tutti, ma apre a un’altra riflessione: "Ci sono sempre stati tanti fondi per le grandi opere – spiega -, come casse di espansione e impianti idrovori, mentre c’è ancora da fare per quanto riguarda il rifacimento degli argini, come nel caso della Marina. I nostri studi di fattibilità ci dicono che servono 250 milioni per mettere in sicurezza anche il reticolo minore, ma soprattutto che va ripensata e attualizzata la difesa del suolo rispetto a ciò che è stato fatto fino a oggi". Guardando al pratese, per esempio, una strada da seguire potrebbe essere quella della "realizzazione di una serie di invasi nell’alta valle del Bisenzio, in modo da fermare l’acqua a monte".