Alluvione in Toscana, scoppia la polemica sulla prevenzione. "Arno, lavori a rilento. Lo dicono le carte"

Elisa Tozzi (consigliera regionale FdI) all’attacco: "Casse di espansione, lavori a rilento per 200 milioni"

Un ciclista fotografa l’Arno in piena durante il maltempo di inizio novembre
Un ciclista fotografa l’Arno in piena durante il maltempo di inizio novembre

Firenze, 28 novembre 2023 – Il rialzo della diga di Levane è quasi a conclusione, ma se ne parla dal 2013. Vanno a rilento anche i lavori per la realizzazione delle casse di espansione di Pizziconi, quella Prulli, Leccio e Restone. Tutte opere necessarie per prevenire le alluvioni che sono ancora in fase di completamento. A dirlo è Elisa Tozzi, consigliera regionale di Fratelli d’Italia, dopo la risposta alla sua interrogazione sulle casse di espansione del sistema di laminazione di Figline Valdarno.

Si tratta di lavori del valore di 200 milioni di euro non ancora completati: comprendono, oltre alle quattro casse di espansione citate, anche l’adeguamento statico, sismico, idraulico e stradale del ponte sull’Arno di Pian dell’Isola.

"La Regione – punta il dito Tozzi – è la prima a essere inadempiente, ma scarica le responsabilità sul governo Meloni". In dirittura d’arrivo è solo il rialzo della diga di Levane, i cui lavori dovrebbero essere completati entro il 2023 (costo stimato a oggi non finanziato 25 milioni). Completati anche il primo lotto di Pizziconi. "Per il resto – aggiunge – gli interventi proseguono con grande lentezza. Il secondo lotto di Pizziconi, costo previsto di oltre 11 milioni e 600 mila euro, dovrebbe concludersi ad’aprile 2024. Per il terzo lotto siamo ancora alla fase di progettazione con costo stimato in 2 milioni e mezzo". Una volta completato l’intervento, la cassa potrà invasare un volume di circa 3,1 milioni di metri cubi di acqua.

Passando alla cassa del Restone (5,5 milioni di metri cubi), i lavori sono stati consegnati a maggio scorso e la conclusione è prevista nel 2025,. Il costo complessivo è di 32 milioni e 400mila euro, in co-finanziamento ministero dell’Ambiente e Regione Toscana.

Per la cassa di Prulli invece deve ancora concludersi la gara d’appalto, con consegna dei lavori nel 2024 e conclusione stimata nel gennaio 2026 per la somma di oltre 63 milioni e 700mila euro. Anche in questo caso si tratta di un cofinanziamento tra il ministero e la Regione.

E’ stato infine approvato il 14 aprile 2022 il progetto preliminare per la realizzazione della cassa di espansione di Leccio. La progettazione esecutiva deve essere ancora affidata – il termine è settembre 2024 – e il costo è di 77,4 milioni, a oggi non finanziato. Sono stati avviati e in corso di conclusione gli espropri per tutte le casse di espansione, tranne quella di Leccio. "Grosso punto interrogativo, invece – fa presente ancora Tozzi – per quella Ponte di Pian dell’Isola, tra Reggello e Figline: nella risposta alla nostra interrogazione non ci sono notizie precise".

mo.pi.