Museo Angeli del fango . Emozioni e memoria di un’impresa straordinaria

Accordo siglato tra Gabinetto Vieusseux, Regione e Protezione civile . Sarà realizzato a Firenze nella sede dell’istituto culturale e scientifico.

Museo Angeli del fango . Emozioni e memoria di un’impresa straordinaria
Museo Angeli del fango . Emozioni e memoria di un’impresa straordinaria

Realizzare a Firenze il Museo degli Angeli del fango come luogo per far rivivere la memoria e le emozioni di un’impresa straordinaria diventata patrimonio collettivo. E’ l’obiettivo dell’accordo siglato oggi tra Gabinetto Vieusseux, Regione Toscana, Comune di Firenze, Dipartimento nazionale Protezione civile, Dipartimento nazionale Vigili del fuoco, Istituto Superiore ricerca ambientale (Ispra), Università di Firenze, Fondazione Earth and Water Agenda, Fondazione Bargellini, Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino settentrionale.

Nella prima fase, sarà il Gabinetto Vieusseux a dare il via alla procedura per la costituzione del museo mettendo a disposizione i propri spazi nella sede di piazza Strozzi per accogliere l’archivio collettivo di materiali fisici esistenti e una prima piattaforma digitale da utilizzare per la messa a punto di contenuti e strumenti del museo.

"Se ne parla da tanti anni in città e non solo – ha detto il presidente del Gabinetto Vieusseux Riccardo Nencini – Oggi il Gabinetto Vieusseux dà concretamente il via alla procedura per la realizzazione del Museo degli Angeli del fango".

"Abbiamo dato la disponibilità ad accogliere presso la nostra sede di piazza Strozzi i documenti e le testimonianze di quella che è stata l’impresa degli Angeli del fango dopo l’alluvione: materiali che sono tuttora sparsi e che rischiano di andare dispersi".

Il museo consentirà di dare una ‘casa’ e rendere fruibile l’inestimabile ricchezza rappresentata dall’Archivio degli Angeli del fango, attraverso un allestimento e un linguaggio narrativo moderno e interattivo che raccolga testimonianze, diari, memorie private di chi ha portato soccorsi nella Firenze alluvionata, ma anche immagini, documenti, filmati, reperti, studi e ricerche.

L’accordo definisce le azioni e le risorse operative necessarie all’effettiva realizzazione del museo attraverso la messa a punto di un progetto di fattibilità tecnico economica e la definizione della futura governance.

L’intervento si articola in tre fasi: la prima riguarda l’attuazione delle azioni necessarie alla raccolta di beni e cimeli e alla costituzione di un patrimonio documentale sia fisico che digitalizzato; la seconda fase riguarda la realizzazione di un progetto di museo, sia nella parte fisica relativa alla struttura, ai beni e agli archivi, sia nella parte operativo-emozionale attraverso la messa a punto di sistemi di fruizione legati alle tecnologie dell’informazione, della realtà virtuale e aumentata e dell’Intelligenza artificiale. La terza fase riguarda invece la definizione delle modalità operative a regime, di organizzazione e apertura al pubblico della struttura del Museo degli Angeli del fango.

La richiesta di creazione di un museo permanente era emersa già nei tre raduni internazionali degli Angeli del fango organizzati nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio nelle ricorrenze del 4 novembre nel 1996, 2006 e 2016.

Li.S.