“Il Fascismo da movimento a regime nel territorio aretino, 1914-1926” con la Società storica

Martedì 10 ottobre alle ore 17,30, all’Auditorium Ducci di via Cesalpino, Giovanni Galli parlerà del cosiddetto “biennio nero” contraddistinto dall’esplosione della violenza fascista

giovanni galli

giovanni galli

Arezzo, 4 ottobre 2023 – Secondo appuntamento, martedì 10 ottobre, del ciclo di conferenze “Il Fascismo da movimento a regime nel territorio aretino, 1914-1926” organizzato dalla Società storica, con il patrocinio dal Comune di Arezzo. Alle ore 17,30, all’Auditorium Ducci di via Cesalpino, Giovanni Galli parlerà del cosiddetto “biennio nero” contraddistinto dall’esplosione della violenza fascista.

Curato da Luca Berti e patrocinato dal Comune di Arezzo, il ciclo di conferenze si propone di mettere a fuoco le drammatiche vicende che nell’arco di una dozzina di anni portarono il Fascismo a prendere il potere, con la violenza e con la connivenza delle istituzioni e dei cosiddetti “poteri forti”, e ad assumere il controllo degli enti locali nel territorio aretino.

Il ‘biennio nero’ (1921-1922) ha significato per l’Italia una violenta fase storica che ha portato Mussolini a capo del governo e segnato l’inizio della distruzione dello Stato liberale. Ripercorrere gli sconvolgenti e tragici avvenimenti di quegli anni nella dimensione aretina può favorire una migliore comprensione anche di quanto accadeva a livello nazionale. Si può seguire il sorgere di un fascismo locale, in ritardo rispetto ad altre realtà toscane e già diviso al suo interno, ma unito in una duplice e violenta guerra contro le organizzazioni e le conquiste politico-sociali del movimento operaio e contadino, guidati dal Partito socialista e dal Partito popolare, e contro le amministrazioni comunali con giunte socialiste o popolari. Cresceva rapidamente uno squadrismo aretino, in un primo momento sostenuto dai camerati toscani, poi sempre più autonomo nelle sue operazioni distruttive dall’estate-autunno 1921 sino alla marcia su Roma del 28 ottobre 1922, alla quale parteciparono due squadre di fascisti partiti in treno da Arezzo. La sfilata di circa 100 mila “camice nere” per le vie della capitale fu l’epilogo simbolico della lunga crisi politica risolta dal conferimento a Mussolini da parte del re dell’incarico di formare un nuovo governo.

Giovanni Galli si è laureato nel 1974 con una tesi di Storia moderna presso l'Università di Firenze ed ha insegnato Italiano e Storia negli istituti scolastici superiori di Arezzo. È socio fondatore della Società storica aretina, socio dell'Accademia Petrarca e del Comitato aretino per il Risorgimento. I suoi interessi storici si sono rivolti al Novecento e le sue ricerche e pubblicazioni hanno come oggetto la storia aretina negli anni del regime fascista e della Seconda guerra mondiale, la storiografia aretina tra Ottocento e Novecento e alcune figure importanti del secolo scorso. Collabora alla redazione della rivista “Notizie di Storia”.

Il ciclo di conferenze della Società storica continuerà, sempre all’Auditorium Ducci, fino all’inizio del mese di dicembre. Il 17 ottobre Giorgio Sacchetti parlerà de “I fatti di Renzino e la costruzione di un mito” (24 ottobre). Sarà poi la volta di Salvatore Mannino con “Lo scontro fra le diverse anime del Fascismo locale” (7 novembre) e di Lorenzo Piccioli con “Le origini del Fascismo in Valdarno: le peculiarità di un territorio” (14 novembre). Infine si porterà l’attenzione sull’operato del Fascismo nelle istituzioni locali con i casi di Cortona (Mario Parigi, 28 novembre) e di Arezzo (Alessandro Garofoli, 5 dicembre).

Le conferenze della Società storica aretina sono ad ingresso libero e gratuito.