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7 mag 2022
Commento

Sanità stremata senza un piano di ripartenza

luigi caroppo
Già oggi Lombardia e Veneto sono eccellenze nazionali per i servizi, i tempi delle liste d’attesa, il bilancio delle aziende sanitarie regionali. Gli ospedali del Lombardo-Veneto negli anni sono diventati meta di ‘pellegrinaggio’ di meridionali che non riescono a risolvere adeguatamente i loro problemi nelle strutture del Sud. La sanità già occupa l’80% dei bilanci regionali ma se lo Stato concedesse maggiore autonomia, Zaia e Maroni potrebbero evitare i tagli lineari decisi a Roma, senza ingerenze nella gestione dei posti letto, costruzione di nuove strutture, assunzione di personale. Avrebbero le stesse prerogative di Trento e Bolzano pur non essendo a statuto speciale. Una quasi totale libertà (tranne le materie regolate per legge tipo aborto e eutanasia) perché si finanzierebbero da soli (NewPress)
Sanità, corsa per ripianare il bilancio

Firenze, 8 maggio 2022 - Se un allarme perdura nel tempo diventa emergenza, se un’emergenza non si arresta vuol dire che chi è chiamato ad intervenire (asse politica-amministrazioni locali-governo) non lo fa efficacemente. Che la sanità sia in crisi è sotto gli occhi di tutti. Per fortuna in Toscana, Umbria e Liguria non ci sono immagini come quelle dell’altro giorno all’ospedale Cardarelli di Napoli con le barelle in coda per fare curare i malati al pronto soccorso, modello autoscontro del luna park.

Ma il sistema non va anche nelle regioni più virtuose come le nostre, è fin troppo chiaro. Lo ha evidenziato la pandemia , lo dimostrano questi mesi di ripartenza. E se i privati investono in sanità un motivo ci sarà: vuol dire che ci sono margini sul mercato e che le risposte che dà il pubblico non sono sufficienti. Non basta fare adunate e confronti come gli Stati generali della sanità, bisogna poi mettere mano al portafoglio e dare gambe ai progetti. Il bilancio toscano è ancora in bilico perché ancora non si sa se il governo coprirà le spese Covid e il profondo disavanzo. Insomma non siamo messi bene. Tutt’altro.

Poi c’è la questione del personale. Le assunzioni di infermieri e oss hanno coperto esclusivamente il turn over, non facciamo giochi di prestigio con i numeri, è così. Poi c’è la carenza dei medici. In pochi, pochissimi adesso vogliono indossare il camice bianco. Bisogna avere la "chiamata", la vocazione, un po’ come chi sposa il sacerdozio, perché fare il dottore è una missione vera e propria, con molte resposabilità e non adeguato compenso nel settore pubblico. L’ultimo grido d’allarme: "Nel giro di pochi anni in Toscana mancheranno circa 4.000 medici. Servono investimenti urgenti per assumere personale, si stimano 300 milioni" ha detto il presidente dell’ordine dei medici fiorentino Pietro Dattolo. Il ministro Speranza ha mostrato apertura alla Conferenza nazionale, ma le Regioni hanno un tetto per le assunzioni fermo agli organici del 2004. Mancano medici al pronto soccorso, specialisti e medici di famiglia. Ci vuole un Pnrr solo per la sanità.

 

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luigi caroppo