Pecore elettriche
Pecore elettriche

Firenze, 18 aprile 2021 - L’anno pandemico ci ha tolto vita, costretti in casa, succhiato energie, rubato affetti, obbligato ad adattarci. Che poi è quello che facciamo da quando esistiamo. Ci misuriamo con noi stessi e con ciò che ci circonda. Viviamo e sopravviviamo. Mutiamo. Anche il giornalismo quest’anno è stato messo alla prova. Sono aumentati i rumori di fondo, che impediscono di cogliere la sostanza delle società complesse e globalizzate. Dunque si deve selezionare ciò che si legge ma anche ciò che si scrive. Ma pure questa non è una novità. Lo si è sempre fatto. Solo che oggi i mezzi a disposizione sono davvero tanti. C’è la carta, ci sono i podcast, ci sono le edizioni online, ci sono i video, i social media. L’abbondanza di strumenti permette di raggiungere pubblici diversi, in pochissimo tempo. Sono strumenti di contrazione del globo. Le regole però rimangono sempre le stesse. Che uno scriva sulla carta o su Twitter, la cassetta degli attrezzi del giornalista resta la medesima. Si trovano le notizie, si commentano i fatti, si analizzano i temi. Si racconta. Ognuno poi ha il suo stile di scrittura.

Chi legge le Pecore Elettriche da quando sono nate, nel novembre scorso, spero se ne sia accorto. Ecco, adesso le Pecore Elettriche - che prendono il nome da una citazione di Philip K. Dick, grande scrittore di fantascienza, «Ma gli androidi sognano pecore elettriche?», il romanzo da cui è stato tratto Blade Runner - crescono e si evolvono. Rimangono su carta, che resta e resterà uno strumento meraviglioso, ma al contempo escono dalla carta per vivere anche altrove e sfruttare gli spazi concessi dall’Internet. Le Pecore Elettriche sbarcano sull’edizione online della Nazione, con un canale dedicato, dove i lettori potranno leggermi e ascoltarmi quotidianamente, e una stupenda grafica di Zeno Pacciani, fondatore e direttore delle Fonderie Creative.

Le Pecore Elettriche sono da adesso, infatti, anche un podcast. La missione è spaziare e uscire dal selciato della politica che, per quanto interessante, appare, oggi, un limite per capire la società, che è molto più vasta del Palazzo. C’è un mondo là fuori che aspetta e merita di essere raccontato. Proprio per questo, se c’è una cosa che mi manca, da un anno, sono i reportage, per accompagnare il lettore nei luoghi dove non può andare. Proprio per scoprire, come nei libri di Dick, che cosa è reale e che cosa non lo è. Come giornalista e scrittore, in questi anni ho girato l’Italia. Spero di ricominciare presto. Nell’epoca della ipernavigazione, c’è chi pensa che si possa fare giornalismo da trespolo, seduti dietro la scrivania. Si può fare anche quello, naturalmente, ma non solo. Comunque, in attesa di poter ricominciare a girare, le Pecore Elettriche sono qui, già operative, per portarvi in giro. Fuori e dentro la Rete. Le trovate sulla lanazione.it/pecore-elettriche.

pecore.elettriche@lanazione.net