Arezzo, 12 ottobre 2018 - Ha la voce rotta, è quasi incredula per la scena a cui ha assistito nel primo pomeriggio di ieri. Dove? Ai Porcinai naturalmente, ai giardini davanti alla stazione che continuano a essere luogo di spaccio e di malaffare nonostante i ripetuti controlli. Lei è una commerciante, è giovanissina e sta in negozio con i genitori in Corso Italia. Racconta l’episodio con emozione ma soprattuto con amarezza, «possibile che nella mia città, in mezzo alla mia gente, si debbano vedere scene così avvilenti?».

«PARCHEGGIO l’auto e scendo, proprio nei pressi della galleria Verdi. A quell’ora c’è un monte di gente in giro, è anche per questo che non mi capacito:per terra, a strisciare, c’è una donna. Avrà avuto 40-50 anni, indossa un golfino rosso, si lamenta. E’ prostrata davanti a due giovani di colore, datemi una dose, vi prego, datemi una dose perché non ce la faccio più».

Quelli la guardano in cagnesco e poi, di colpo, la prendono a calci. Ancora la testimone: «Vattene di qui, non ti diamo niente. E’ giù un calcio. Vai via, non è il posto adatto». Ma lei insiste e uno dei due giovanotti si dirige verso una panchina dove è seduto un tizio con una bambina in braccio. Confabulano. Alla fine l’uomo della panchina si alza e va verso la donna in terra.

«Hanno parlottato, lei si è calmata e si è rialzata. Si erano messi d’accordo». Non c’è spargimento di sangue, non c’è coinvolgimento diretto di persone estranee alla storia, ma ci chiediamo lo stesso: è possibile? Per quanto tempo deve andare avanti la situazione di degrado ai giardini Porcinai? E’ ovvio che con questo andazzo quell’area sarà sempre più terra di nessuno: non è piacevole camminare in mezzo a potenziali spacciatori, magari avendo paura che qualcosa possa succedere da un momento all’altro.

Pochi giorni sono trascorsi da quando qualcosa di grave è effettivamente accaduto: sull’altro lato della strada, di fronte ai giardini, un tunisino è stato accoltellato da un marocchino con conseguenze drammatiche. Un polmone perforato, una corsa d’urgenza alle Scotte di Siena, un’operazione chirurgica complicatissima prima che la prognosi fosse finalmente sciolta.

Questione di droga, naturalmente. La droga che attraversa un intero spicchio di città, dai Porcinai al vicino Campo Marte fino al colle del Pionta, ma con pericolose diramazioni anche in altri quartieri. Fenomeno dilagante anche se polizia, carabinieri, finanzieri e vigili urbani nulla lasciano di intentato per arginarlo. E dunque, o certe zone vengono riqualificate, oppure la battaglia sarà persa in partenza; e continueranno a succedere episodi come quelli che la giovanissima commerciante, sconvolta, ci ha raccontato.