Un abbraccio per Gaza. La scelta di Hasbun per chiedere la pace

Palestinese, vive in città. Ha scelto Lucca Comics per richiamare l’attenzione sulla guerra. Chiede di stringersi per il suo popolo mostrando un cartello .

Un abbraccio per Gaza. La scelta di Hasbun  per chiedere la pace
Un abbraccio per Gaza. La scelta di Hasbun per chiedere la pace

"Free hugs fromfor Palestina". Per non avvezzi: abbracci gratis, da e per, la Palestina". C’era scritto così su quel cartello che Tamer Hasbun, classe 1982, nato a Ramallah, capitale amministrativa della Palestina, ma aretino d’adozione, ha portato al Lucca Comics.

Husbun, come le è venuta in mente questa iniziativa?

"Io sono palestinese e non ce l’ho fatta a far finta di niente con tutto quello che sta succedendo. Premetto: non c’è nessun intento antisionista nè antisemita nel mio gesto. Dopo l’uscita di Zerocalcare, ho scelto un modo pacifico, senza alcuna velleità di contrasto, per dire che il mio popolo non è carne da macello nè un popolo violento. Ci sono tanti bimbi e palestinesi innocenti che stanno morendo a Gaza sotto le bombe e c’è una mancanza di conoscenza".

Come hanno reagito i visitatori del Lucca Comics?

"C’è stato di tutto. Tante persone mi hanno fatto sorridere, altre mi hanno fatto anche commuovere. C’è chi leggeva "abbracci gratis" e si avvicinava ma poi leggendo "Palestina" è letteralmente scappato. Al contrario, c’è chi appena ha letto Palestina è arrivato da me, abbracciandomi".

Da palestinese, come sta vivendo ciò che sta succedendo nella sua terra di nascita?

"Mi ritengo fortunato ma non riesco a dormire: ho tre zii e diversi cugini in Palestina. Purtroppo - e non vorrei essere troppo cinico - se nemmeno le Nazioni Unite riescono a fare qualcosa, cosa possiamo fare noi? Oltre a far sentire la nostra voce, come io ho fatto sentire la mia metà palestinese, non possiamo fare altro. Prima o poi la Palestina rimarrà soltanto un ideale, purtroppo".

Ha anche detto che per il prossimo anno vorrebbe proporre il patrocinio dello Stato Palestinese per Lucca Comics.

"Sì, e non è solo una provocazione: anche se va detto che l’Italia non ha riconosciuto la Palestina come Stato. Se il Lucca Comics accettasse il patrocinio me ne prenderei cura personalmente io, contattando uno ad uno gli artisti e fumettisti palestinesi. Però poi ci sarebbe un altro problema: l’opposizione dell’ambasciata Israeliana".

E un Lucca Comics con entrambi i patrocini, di Israele e della Palestina?

"Certo, perchè no? Io non ho nessun problema: sono per il confronto. Anche se mi rendo conto che sarebbe impossibile per la rabbia che c’è da una parte e dall’altra, tra i due popoli".