Un soldato dell'Armir
Un soldato dell'Armir

Arezzo, 9 marzo 2015 - Un giallo nella tragedia della secona guerra mondiale: la piastrina di un soldato considerato disperso in Russia è stata trovata in un bosco del comune di Capolona. La medaglietta identificativa dei militari andati in guerra era appartenuta a un soldato proveniente dal Molise che era partito con l’Armir nella letale campagna di Russia e che da là, ufficialmente non sarebbe mai più tornato tanto che la famiglia non aveva più avuto alcuna notizia di lui. 

A fare la scoperta della piastrina è stato il gruppo «Karin» di Subbiano, composto da giovani appassionati di reperti storici della seconda guerra mondiale che ogni domenica organizza ricerche sulle colline dell’aretino che sono state interessate da eventi bellici. La piastrina, la numero 3842 del 1932, risulta appartenuta a Luigi D’Onofrio, nato nel 1913 a Trivento in provincia di Campobasso, fato disperso in Russia. Il gruppo ha effettuato una serie di ricerche attraverso la disponibilità del comune di Subbiano ed è risalito fino alla famiglia del soldato residente a Benevento. «Abbiamo ricevuto una telefonata dal genero del militare - commenta Rudi Lapini del gruppo Karin - il parente si è detto commosso e stupito del ritrovamento visto che il suocero era tra gli italiani dispersi in Russia. Adesso organizzeremo un viaggio per riportare la piastrina ai parenti».

La storia non ci dice perché quel reperto possa trovarsi in un bosco aretino: apparteneva a D’Onofrio, ritornato in Italia e poi venuto a morire proprio qui per cause ignote? Oppure era nella disponibilità di un commilitone che l’aveva riportata in Italia dopo la morte di D’Onofrio e magari l’ha perduta tra gli alberi? O è stato lui stesso a morire a Capolona no riuscendo a riportare la piastrina alla famiglia? 
Tutte domande che non potranno mai avere risposta in una tragedia privata all’interno della grande tragedia della seconda guerra mondiale.