Tutte le zone a rischio . L’appello del geologo: "Allerte fondamentali ora serve prudenza"

Alessandro Forzoni direttore dell’ufficio ambiente del Comune: "Difficoltà nelle parti nord e ovest della città. Occhio al versante collinare di Lignano, la strada regionale 71 e la zona di Ristradelle".

Tutte le zone a rischio . L’appello del geologo: "Allerte fondamentali ora serve prudenza"

Tutte le zone a rischio . L’appello del geologo: "Allerte fondamentali ora serve prudenza"

Alberi caduti, raffiche di vento a 80 chilometri orari, le ondate di maltempo che si abbattono sul territorio sono sempre più devastanti e più frequenti.

Alessandro Forzoni direttore ufficio ambiente del Comune, quanto è alto qui il rischio idraulico?

"In generale è importante e rappresentato nei piani di protezione civile, è legato alle zone in cui fossi e torrenti che scendono dai versanti collinari si riversano nelle campagne".

Quali le zone più attenzionate?

"Il versante collinare di Lignano che manda in crisi il fondo valle e la strada regionale 71. La zona di Ristradelle, le frazioni di Olmo, Policiano, Rigutino quelle in cui storicamente si sono verificate criticità maggiori. Ma anche le aree in cui si deposita l’acqua, le zone più depresse come Frassineto. Non dimentichiamo che la Valdichiana era una palude, un sistema delicato con poca capacità di deflusso".

E poi?

"La parte più a rischio ad Arezzo è quella a nord e a ovest perchè costeggiata dalle colline. Ma anche a sud troviamo il Sellina e il Valtina che possono interessare alcune zone come il Bagnoro e creare criticità. Non si possono escludere fenomeni di emergenza meteo in nessuna parte del territorio".

Una considerazione che riguarda anche la provincia?

"Ci sono tante zone ad alto rischio idrogeologico e frane anche in provincia di Arezzo come in qualsiasi territorio morfologicamente complesso come il nostro, abbiamo colline con fianchi abbastanza ripidi a ridosso di pianure alluvionali".

Il territorio aretino è in gran parte collinare, cosa comporta questo?

"La criticità potenziale è alta dove ci sono fossi che recapitano l’acqua dalle colline verso la città. E il territorio di Arezzo è per la maggior parte collinare. Oggi possiamo assistere a piogge violentissime in un territorio molto ristretto e magari a 10 km non succede nulla".

Ci sono zone più a rischio di altre?

"Con questo tipo di fenomeni meteorologici qualsiasi zona è a rischio anche chi non abita a fondovalle. In collina il pericolo è per frane e smottamenti, ma nessuno è escluso se pensiamo agli alberi caduti in città. I fenomeni di oggi sono talmente localizzati e violenti che è difficile trovare zone sicure. Una volta si parlava di rischio idraulico quando esondavano i fiumi, oggi in più ci sono tanti fenomeni violenti nel corso dell’anno che superano per intensità oraria anche i 20 millimetri. Sono quelli che mettono in crisi le fognature urbane con pericoli per garage e sottopassi e per tutte le zone depresse".

Cosa devono fare i cittadini? "Prestare la massima attenzione ai messaggi di allerta di Regione e Comuni".

Cosa fanno le istituzioni?

"Sulle situazioni più a rischio sono già in atto vari interventi. Regione e Comune sono impegnati nella messa in sicurezza di Valtina e Sellina. Si tratta di cantieri che hanno preso avvio dopo l’alluvione del 2019".