Turismo, boom post Covid. Le vallate traino della ripresa

Valdichiana al top: +24% di presenze sul 2019. Dossier Irpet sulla provincia. Bene anche Valdarno e Casentino. Turisti stranieri attratti da colline e montagne

L’analisi Irpet rileva un aumento consistente di turisti nella provincia aretina
L’analisi Irpet rileva un aumento consistente di turisti nella provincia aretina

Arezzo, 27 novembre 2023 – Boom di visitatori in Valdichiana, Valdarno e Casentino. Sono le vallate a trascinare la ripresa del turismo post covid nell’Aretino. A dirlo sono le stime Irpet sui dati della Regione che hanno tracciato una stima sulle presenze - cioè le notti trascorse dai turisti in strutture ricettive - nei vari territori della regione nei primi otto mesi dell’anno. Come premessa è importante sottolineare che la ricerca tiene conto solo di chi ha pernottato in alberghi o strutture ricettive simili: sono quindi esclusi i tanti visitatori della gita fuori porta, dalla mattina alla sera, che comunque sia affollano sia il capoluogo che i comuni del vicinato, In base all’indagine Irpet, la provincia di Arezzo, con Pisa, Siena e Lucca, ha già raggiunto, anzi superato, la soglia psicologica dei livelli pre-pandemia, mentre la Toscana nel suo insieme sconta ancora un -2% sui vacanzieri totali.

La nostra provincia deve la sua boccata di ossigeno alle vallate, soprattutto la Valdichiana aretina che sui dati del 2019, nel 2023, fa un +24% sulle presenze, trascinata dalla regina del turismo aretino, Cortona, e dagli alfieri della vallata Castiglion Fiorentino e Foiano: tre comuni che nell’ultimo anno hanno registrato numeri da Champions league, intercettando con la loro offerta turistica, culturale e paesaggistica, turisti su turisti, stranieri e italiani. Ottimi risultati anche per il Valdarno Aretino, +14%, nel 2023 sull’era pre covid, così come il Casentino, che registra un iconico +12%.

Arezzo città continua la sua ripresa, ma al pari delle altre città d’arte della regione sconta ancora i postumi del cambio di passo - e di abitudini - dei visitatori nel post pandemia, più attratti da spazi di relax in borghi o agriturismi, lontani dalla frenesia dei grandi centri. Rispetto ai numeri del 2019 le presenze in città nel 2023 sono ancora lievemente minori ma si tratta di "spiccioli", pochi punti percentuali: niente a che vedere con la frenata di Firenze e tutta l’area Fiorentina che ancora non si è ripresa dalla sberla del Covid che ha inciso sulle presenze con un sonoro -17%.

Stessa storia per Prato, la Maremma, il Mugello e la Valdichiana senese: ancora impantanate nelle difficoltà della ripresa. A dare la spinta, nell’Aretino, come evidenzia il report della Regione, sono soprattutto le aree collinari e montane, attrattive soprattutto per i turisti che arrivano dall’estero, in cerca di quel pacchetto turistico "slow" che ben si confà alle nostre vallate. A livello macro, per le città d’arte la strada è ancora in salita: le presenze sul 2019 restano in rosso (-10%) anche se nell’ultimo anno, 2023 su 2022, si è registrato un deciso exploit (+18%) che tuttavia non riesce ancora a compensare la fetta di torta che manca dalla stagione della pandemia. Cambio di abitudini, certo, ma a livello regionale continua a pesare la mancanza di turisti extraeuropei (-10% dal 2019) e quelli italiani (-5,5%).