Tremila famiglie restano al buio. Danni e disagi dopo la tempesta. Le previsioni meteo preoccupano

Raffiche record a Sestino, la Valdichiana e Civitella le aree più colpite dal passaggio di Ciaran. Case scoperchiate, a Rassina colpito anche lo stadio. Salvo automobilista a Pescaiola.

Tremila famiglie restano al buio. Danni e disagi dopo la tempesta. Le previsioni meteo preoccupano
Tremila famiglie restano al buio. Danni e disagi dopo la tempesta. Le previsioni meteo preoccupano

di Matteo Marzotti

AREZZO

Più che la pioggia sono state le raffiche di vento di Ciaran - così si chiama la tempesta che si è abbattuta anche nell’Aretino - a causare i danni più ingenti. Giusto per fare una stima della furia di Ciaran, a Sestino le raffiche di vento hanno toccato i 105 chilometri orari. Folate violente e improvvise che hanno sradicato alberi, abbattuto anche lampioni e cavi elettrici dal Casentino ad Arezzo, fino alla Valdichiana con il territorio di Civitella che ha presentato il maggior numero di danni. Le prime avvisaglie ieri sera in città, quando in via Alessandro Dal Borro in zona Pescaiola, poco dopo le 22 un albero si è abbattuto su un’auto in transito, per fortuna senza conseguenze per i passeggeri. Stesso episodio a Pieve al Toppo dove l’uomo alla guida, con la figlia di due anni a bordo, ha evitato in tempo l’albero abbattuto da vento e pioggia. In totale gli interventi eseguiti dai vigili del fuoco (ad ora) e collegati al maltempo sono a quota 130 casi, con 50 unità che hanno continuato a lavorare anche questa notte armati di motoseghe, e non solo, per liberare strade e agevolare anche i gestori della rete elettrica per ripristinare il servizio. Ieri erano rimaste per diverse ore al buio e senza acqua Staggiano e altre case alla periferia sud della città. Niente corrente a Montemignaio, Talla, nel territorio di Castel Focognano, dove il forte vento ha abbattuto i cavi della telefonia e quelli elettrici. Al buio alcune zone nei comuni di San Giovanni e Cortona, oltre a Tuori, frazione di Civitella. Almeno 3200 utenze segnalavano mancanza di alimentazione, ovvero contatori fermi. In Casentino lo stadio che ospita il Rassina ha visto letteralmente volare porzioni delle coperture dei vecchi spogliatoi (in rifacimento), della tribuna e parti di quelle della vicina palestra, rendendo di fatto inutilizzabile per il momento l’impianto anche se la Figc toscana ha disposto il rinvio di tutte le partite per questo fine settimana.

Ad Arezzo raffiche di vento fino a 80 chilometri orari. Le squadre del volontariato di Croce Rossa e La Racchetta sono state impegnate tutta la notte in interventi a supporto dei vigili del fuoco per la rimozione di numerosi alberi abbattuti, mentre la Misericordia è stata attivata dal sistema regionale a supporto degli interventi nel pratese. Gli interventi più importanti in via Molinara, in Piazza del Popolo, in via Cenne della Chitarra, in via Simone Martini, a Palazzo del Pero e allo Scopetone dove gli alberi sono stati sradicati dalle folate di vento. In zona Giotto anche l’accenno di una grandinata. Gli operatori sono intervenuti anche su alcun cantieri le cui recinzioni erano state divelte. Le ultime criticità sono state risolte nella prime ore del mattino dopo una lunga notte di lavoro anche per vigili urbani e tecnici della manutenzione. I danni più importanti sono stati registrati andando verso la Valdichiana. A Olmo parte del tetto dello stabile che la Sagra della Bistecca è volato in mezzo alla strada. I vigili del fuoco servendosi anche di una gru per spostare le lamiere hanno poi dovuto tagliarle per rimuoverle. Peggio è andata nel territorio di Civitella. Anche qui, come in Casentino, oltre a cavi caduti in terra e alberi abbattuti anche tetti letteralmente scoperchiati.

Numerose le segnalazioni di case con tegolini caduti per via del forte vento. "Il maltempo ha colpito soprattutto nella zona di Oliveto, Badia al Pino, Pieve al Toppo e parte anche di Tegoleto", racconta il sindaco Andrea Tavarnesi. "Avevamo appena terminato una riunione in Comune, uscendo abbiamo visto quanto stava accadendo - prosegue Tavarnesi - abbiamo immediatamente allertato i nostri operai che con i mezzi del Comune hanno fatto il possibile, e li ringrazio, per liberare almeno le arterie principali nell’attesa dei vigili del fuoco, lavorando fino al mattino". Gli interventi sono stati numerosi e dislocati in più frazioni. A Oliveto le tegole del campanile della chiesa, al centro di un restauro dopo il collasso della facciata, sono cadute, così come è accaduto per cipressi e querce che hanno sbarrato varie strade. Danni ai tetti di alcune abitazioni anche a Badia al Pino e Tegoleto così come a Pieve al Toppo, in via Cassia, nel cuore della frazione. Qui un albero, sradicato dal vento, si è adagiato con le fronde su un camper all’interno di un parcheggio, con i vigili del fuoco che sono dovuti intervenire per liberarlo. Nella stesso punto un’altra pianta si è invece abbattuta sul tetto di un calzaturificio. In questo caso il sopralluogo dei tecnici e una analisi della struttura ha portato a dichiarare inagibile l’edificio. Sempre a Pieve al Toppo le raffiche di vento hanno danneggiato gli stand del circolo ricreativo, ridotti ad un ammasso di ferri e teli, e danni simili li ha registrati anche la società sportiva. Per la conta è ancora presto, resta la paura di quanto accaduto e il timore che il maltempo possa presentare un colpo di coda.