Arezzo, 19 agosto 2018 - E' morto anche lui in vacanza, anche lui in uno dei momenti felici dell'anno, anche lui giovane. E' la tragedia che ha ucciso stavolta Matteo Pes, un giovane aretino di 28 anni con la passione infinita per la montagna.

E' morto precipitando dal Monte Cervino mentre percorreva la Cheminée, a 3700 metri di quota. A dare l'allarme il compagno che era in cordata con lui, riuscito a rientrare a Capanna Carrel.

Il corpo dell'alpinista, italiano è precipitato dal lato destro della montagna e quindi sul lato svizzero: e per questo è stato recuperato da Air Zermatt e portato in Svizzera per competenza territoriale.

Anche se, stava percorrendo la via italiana della Cheminée, una cresta tra Italia e Svizzera, ma è precipitato dalla parte svizzera. Il compagno di cordata, invece, è stato portato a Cervinia dal Soccorso Alpino valdostano. E ha dato l'allarme.

Matteo, studente alla facoltà di Storia a Firenze, lavorava in un bed and breakfast del centro di Arezzo, ed era partito per una vacanza sul Cervino insieme a un amico. Da sempre amante della montagna non era alla sua prima escursione, come dimostrano le tante foto postate sui social. Il padre, per anni agente penitenziario al San Benedetto, e la madre, sono partiti alla volta di Zermatt per le operazioni di riconoscimento della salma. 

Matteo Pes è morto in vacanza a 3700 metri di quota mentre stava facendo il passaggio del 'Enjambeè, a valle della Capanna Carrel sul Monte Cervino. Le cause dovranno essere appurate dalle autorità competenti e da quanto ricorderà l'amico, compagno di tante avventure.

Matteo adorava gli sport estremi, faceva anche paracadutismo ma in particolare la sua grande passione era la montagna. Il Cervino era per lui una sfida anche se si tratta di una montagna maledetta per gli aretini. Sei anni fa, il 26 maggio del 2012, altri due alpinisti di Arezzo Fabio Rapini di 57 anni e Maurizio Tavanti di 47 erano morti precipitando.

Matteo era molto conosciuto anche per la sua presenza costante in curva Minghelli, quella dei tifosi dell' Arezzo, squadra che sosteneva con entusiasmo con un pizzico di simpatia per il Cagliari luogo d'origine del padre.

Giocatore dilettante aveva annunciato all'ultima società per cui era stato tesserato la Polisportiva San Marco Arezzo che avrebbe appeso gli scarpini al chiodo proprio per dedicarsi alla montagna, «sport molto impegnativo», come aveva commentato sul suo profilo facebook pieno di foto di montagna. Molto attivo anche in politica era stato tra i fondatori, nel 2008, di Casa Pound Arezzo.

Impegnato nel sociale, Pes era anche appassionato di Giostra del Saracino e partecipava agli eventi ad essa legati. Particolarmente sconvolto il suo migliore amico Duccio, figlio della titolare del bed and breakfast dove lavorava Matteo, rientrato subito da Ponza dov'era in vacanza.