Torna la cena di beneficenza. Una comunità unita per la Caritas

La data scelta è venerdì 1 dicembre. Il luogo è sempre lo stesso, l’impianto sportivo di Montecchio Vesponi. Il ricavato del decimo appuntamento verrà destinato alle parrocchie della Collegiata e del Rivaio. .

Torna la cena di beneficenza. Una comunità unita per la Caritas

Torna la cena di beneficenza. Una comunità unita per la Caritas

di Simona Santi Laurini

Non è dicembre a se non c’è la "cena di Beneficenza" della Caritas, ideata ormai dieci anni fa dall’amministrazione comunale per intercettare e cercare di soddisfare i bisogni del territorio a livello sociale. Per questo 2023, la data scelta è venerdì 1 dicembre. Il luogo è sempre lo stesso, l’impianto sportivo di Montecchio Vesponi, perché come si suol dire "squadra vincente non si cambia". Grande protagonista dell’organizzazione è infatti la Polisportiva di Montecchio, guidata dal suo instancabile presidente Leonello Cangeloni. Altro attore fondamentale è la Caritas castiglionese con la responsabile tuttofare Teresa Pontoriero. Alla Caritas vengono devoluti ogni anno i proventi di questo che è divenuto un appuntamento fisso e imperdibile della vita castiglionese. Molte aziende, infatti, lo attendono per organizzare in questo contesto la cena pre natalizia. Tra questi, anche i dipendenti comunali.

A dire il vero, è veramente un grande gioco di squadra con gli amministratori che indossano il grembiule e si mettono a servire tra i tavoli, le ditte del posto che fanno a gara a fornire le materie prime e tanti altri volontari, parrocchie comprese, che cucinano e si danno da fare. Nemmeno il Covid è riuscito ad imporre uno stop a questa che sta divenendo una tradizione, perché negli anni famigerati della pandemia, la cena in presenza è stata sostituita dalla distribuzione di pacchi natalizi con prodotto locali. "Si tratta di un appuntamento sostenuto dall’amministrazione comunale, ma che vede il suo cuore pulsante in tutte le associazioni del volontariato e nel terzo settore, che si sono sempre resi disponibili in modo generoso e collaborativo".

Il ricavato – come già detto – viene destinato alla Caritas, che lo ripartisce tra le due parrocchie della Collegiata e del Rivaio. "Con queste donazioni, acquistiamo beni di prima necessità, ci facciamo la spesa, forniamo contributi per le utenze, gli affitti, visite specialistiche, libri e materiale scolastico per chi non può permetterselo – spiega Teresa Pontoriero, responsabile Caritas castiglionese – lavoriamo a stretto contatto con i servizi sociali comunali e in rete con le altre associazioni, ascoltiamo i bisogni e poi decidiamo come intervenire, valutiamo le differenti posizioni". Ad oggi, non ci sono discriminanti di provenienza, sia stranieri che italiani presentano situazioni di disagio. Solo l’estate, con i lavoretti stagionali, riesce a dare una piccola tregua.