Stangata Irpef, manovra nel mirino. Comune e Cisl incalzano la Regione

Documento congiunto denuncia gli aumenti per le famiglie. "Il disavanzo della sanità arriva da lontano"

Stangata Irpef, manovra nel mirino. Comune e Cisl incalzano la Regione
Stangata Irpef, manovra nel mirino. Comune e Cisl incalzano la Regione

di Maria Rosa Di Termine

Due voci si levano dal silenzio definito "assordante" successivo alla scelta della Regione di innalzare l’Irpef per coprire il deficit della sanità toscana. Sono quelle del sindaco Silvia Chiassai Martini e della segretaria generale della Cisl di Arezzo Silvia Russo, fin da subito critiche verso la recente manovra dell’ente toscano.

E non a caso hanno preso carta e penna per stilare un documento congiunto che hanno già inviato al Governatore Eugenio Giani. Oggetto: la netta contrarietà ad una "stangata" che colpirà con 200 milioni di nuove tasse soprattutto i cittadini della cosiddetta classe media, hanno spiegato ieri mattina in Palazzo del Podestà, chiamati a versare 120 euro in più all’anno per redditi di 35 mila, 360 euro per quelli sopra i 50 mila, e 1080 dai 100 mila euro. Dura la requisitoria: "E’ stato un incremento deciso senza alcun confronto con le forze sindacali, sociali ed economiche della Toscana – hanno affermato Chiassai Martini e Russo – in un momento storico in cui molte famiglie versano in difficoltà per l’aumento diffuso e generalizzato del costo della vita".

Tanto più che il disavanzo della sanità viene da lontano, hanno aggiunto, dal "buco" della Asl di Massa mai ripianato "che ha portato la Regione al rischio commissariamento già con il primo Governo Conte, sotto la presidenza Rossi, fino a raggiungere i 500 milioni di euro di deficit nel 2022". Ulteriore motivo alla base delle disfunzioni del sistema, è stato rimarcato, la riforma che ha istituito le tre mega aziende sanitarie locali, una decisione presa senza ascoltare la volontà popolare di un referendum consultivo e "che si è rivelata oggettivamente inefficace, con una lievitazione dei costi e un peggioramento della qualità dei servizi" perché quello che può essere efficace per l’area metropolitana fiorentina, non lo è per la Asl Sud Est, grande come metà della Toscana anche se meno abitata.

Sul banco degli imputati "la grave assenza di visione e di strategia amministrativa che ha portato al taglio drastico di personale e prestazioni – hanno sottolineato l’amministratrice e la sindacalista – nella più totale indifferenza dei danni ingenti generati al Servizio sanitario toscano".

E ricordano che si prevedono altri 200 milioni di euro di tagli sui piccoli ospedali e sulle strutture prossime tra loro, sul parco auto, con ricadute negative sulle zone periferiche e svantaggiate, la chiusura di sportelli Cup, la carenza di operatori sanitari, che genera carichi di lavoro insostenibili e lunghe liste di attesa, e il precariato. "Siamo aperti al confronto – hanno concluso – ma le sollecitazioni ad una svolta ad oggi hanno avuto poche e incomplete risposte".