
Vallanzasca e Pilade Nofri
Arezzo, 30 marzo 2016 - Si è ritrovato una pistola addosso, anche lui colpito col calcio del revolver in testa. Davanti aveva la banda Vallanzasca. Trentasei chili d’oro e 350 di argento, valore dell’epoca (il 1974) 90 milioni. Ora si ragionerebbe sì in milioni, ma di euro. Pilade Nofri, imprenditore orafo ed ex consigliere comunale Pd, poi derubato con un maxi-blitz nel 2011.
«Il 1974 era l'epoca dei gioielli aretini. Quel giorno eravamo tre: io e due colleghi che sono stati anche presidenti dell’Arezzo, Narciso Terziani e Gustavo Braconi». Era venerdì 5 ottobre 1974 e Nofri coi colleghi stava rientrando verso Arezzo.
«Eravamo sulla tangenziale, poco lontano dall’imbocco dell’Autosole. La nostra Mercedes è stata affiancata da una Bmw. Abbiamo pensato a un incidente, ma poi ho visto i banditi con le calzemaglie sul viso. Allora ho capito. Sono scesi in quattro, tre con le pistole e uno col mitra».
«Uno mi ha affondato la pistola nelle costole e mi ha portato fino al bordo della carreggiata. Lì mi ha mollato una ‘pinta’ (botta Ndr). Poi sono scappati con la Mercedes, quasi piegata dai gioielli dentro. Avevano tanta fretta che si dimenticarono i contanti nelle tasche delle giacche: quasi 17 milioni di allora».
Autori ignoti, almeno fino a quando Vallanzasca non fu catturato e non confessò anche ique colpi sulla tangenziale. C’era anche il bel Renè quel venerdì 5 ottobre? Chissà. «Ma quando rifaccio quel pezzo di tangenziale ancora le mani mi tremano sul volante».