REDAZIONE AREZZO

Consorzio, potenziare la bonifica montana per difendere città e infrastrutture

Il lavoro di vigilanza dei tecnici è fondamentale per verificare le condizioni di corsi d’acqua e opere idrauliche e per mappare le criticità da rimuovere

Consorzio di Bonifica in azione

Consorzio di Bonifica in azione

Arezzo, 29 agosto 2025 – Dal fondovalle fino alle zone più impervie della montagna: l’attività costante di vigilanza e monitoraggio del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno non conosce confini.

Dai centri urbani alle aree più difficili da raggiungere, i tecnici sono quotidianamente impegnati a verificare lo stato di conservazione delle opere idrauliche e dei corsi d’acqua.

Obiettivo principale: individuare le criticità, come alberi caduti e ostacoli al regolare deflusso delle acque, e aggiornare il censimento delle infrastrutture idrauliche, alcune delle quali, con il tempo, si sono deteriorate o addirittura perse di vista.

I sopralluoghi non servono soltanto a controllare l’efficienza delle opere: rappresentano anche uno strumento prezioso per raccogliere dati e informazioni utili a programmare in modo mirato il futuro piano delle attività, rispondendo così ai reali bisogni idraulici del territorio.

“La manutenzione delle aree montane ha un’importanza fondamentale anche per la sicurezza delle zone di valle – sottolinea l’ingegner Enrico Righeschi, referente del settore difesa idrogeologica per Casentino e Valtiberina del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, impegnato nei controlli dei tratti meno accessibili –.

Ciò che accade a monte influenza inevitabilmente la stabilità e la protezione dei territori urbanizzati”. Un concetto ribadito con forza anche dalla Presidente Serena Stefani: “La bonifica montana è determinante per ridurre il rischio idraulico. Ma le risorse provenienti dal contributo di bonifica non sono sufficienti a coprire tutte le necessità di questi territori fragili e strategici.

Per questo il nostro Ente richiama da tempo l’attenzione della politica e delle istituzioni, sottolineando l’urgenza di individuare fondi dedicati e di elaborare piani specifici per garantire la tutela di aree difficili, ma decisive per l’equilibrio idraulico complessivo del comprensorio”.