Scalpellina di Poppi a San Pietro. Alice è la prima donna dal ’500

Fantoni ha 22 ed è entrata nella scuola delle Arti e dei Mestieri: "Ma non lascio la mia terra per Roma"

Scalpellina di Poppi a San Pietro. Alice è la prima donna dal ’500

Scalpellina di Poppi a San Pietro. Alice è la prima donna dal ’500

di Sonia Fardelli

Giovane artista casentinese conquista a colpi di scalpello il Vaticano. Alice Fantoni, 22 anni , è riuscita ad entrare nella prestigiosa scuola delle Arti e dei Mestieri della Fabbrica di San Pietro in Vaticano. Privilegio riservato nel 2023 a soli 20 giovani in tutto il mondo e poi è stata scelta, dopo un meticoloso esame, tra i sei che hanno avuto accesso al tirocinio finale. Alla fine di questo importante ciclo di studi le è stata offerta la possibilità di entrare a lavorare come scalpellina e marmista in Vaticano. Ed è dal 1500 che a San Pietro non ci sono più state donne marmiste. Un ruolo importante che Alice ha rifiutato per amore della sua terra, il Casentino appunto, e per la voglia di inseguire altri suoi sogni.

"Sono cresciuta ed ho sempre vissuto in mezzo alla natura, in questa mia splendida vallata – ammette Alice – e sinceramente l’idea di vivere a Roma non mi piace, anche se devo dire che in Vaticano mi hanno sempre trattata benissimo. Quella in San Pietro è stata un’esperienza bellissima a contatto con professionisti di grande fama".

Il sogno di Alice Fantoni però adesso è un altro. Spera di poter lavorare all’Accademia all’Opera del Duomo di Firenze per poi tornare in Casentino per realizzare e aprire una bottega di scultrice, scalpellina e marmista. "Voglio recuperare nella valle dove sono nata la tradizione della pietra – dice – e mettermi al servizio del bello e delle persone. Voglio che tutto quello che ho imparato possa giovare anche a questa mia vallata che amo tantissimo e alla quale sono molto legata. Roma per me è troppo lontana, Firenze mi consentirebbe di tornare spesso in Casentino". La passione per l’arte Alice l’ha ereditata quando era ancora una bambina dal padre Andrea, geometra, ma con l’estro artistico.

"Da piccoli io e mio fratello - ricorda Alice - facevamo gare di disegno con mio babbo. Una passione che non mi ha più lasciata. Anche alle medie quando tutti pensavano alle prime uscite con gli amici, io stavo tutto il giorno a disegnare". L’amore per la scultura è arrivato un po’ più tardi ai tempi del Liceo Artistico Piero della Francesca ad Arezzo. "L’ho scoperta grazie al mio insegnante Vladimiro Andidero – racconta la scalpellina casentinese – che mi ha avvicinato alla scultura e mi ha aiutata a scoprire il mio talento. Mi sono appassionata a questa arte e mi sono iscritta all’Accademia delle Belle Arti a Firenze. E sempre lui, il mio prof del liceo, mi ha spinto a fare domanda per la scuola del Vaticano, dove ho lavorato a contatto con insegnanti e artisti bravissimi".

E adesso, tornata in Casentino, Alice è pronta a darsi da fare per realizzare il suo sogno.

"Un sogno che penso presto diventerà realtà – dice convinta – ci credo molto ed ho la fortuna di avere una famiglia meravigliosa che mi aiuta e sostiene. Mio fratello Alessio fa Architettura ed abbiamo in mente anche di fare qualcosa insieme. Ai giovani come me dico di credere nei propri sogni. Soprattutto se vogliono impegnarsi nell’arte o nell’artigianato artistico. Dico loro di non accontentarsi, di fare quello che il cuore comanda e di non sprecare il proprio talento una volta che si è scoperto. Dico loro di osare, perché nessuno ci renderà indietro nulla di ciò che abbiamo perso per ascoltare chi ci vuole normalizzare o sacrificare a percorsi che non ci appartengono".

Non ho avuto un percorso facile, soprattutto quando ero più piccola – conclude – e non sempre gli insegnanti delle scuole di ordine inferiore hanno visto la mia luce. Ma non ho mollato un secondo anche grazie ai miei genitori. Tante volte mi sono rotta in tanti pezzi, ma poi li ho restaurati. Dico ancora ai giovanissimi di credere nei propri talenti con umiltà e duro lavoro".