San Giovanni saluta “Gli Uffizi”. Ieri l’ultima edizione del 2024

Nonostante la pioggia, tanta gente ha assistito ad uno degli eventi più tradizionali della città.

I figuranti

I figuranti

Arezzo, 12 febbraio 2024 – Giove Pluvio ci ha messo lo zampino, ma nonostante la pioggia, San Giovanni non ha voluto rinuciare, ieri mattina, all'ultima domenica degli Uffizi del Carnevale, con l’evento dedicato alle donne, il più importante, che ha chiuso un mese di eventi nel solco della tradizione. Dopo la Santa Messa in Basilica, i figuranti, con in testa il sindaco Valentina Vadi, la musica del concerto musicale e lo spettacolo degli sbandieratori dei Borghi e Sestrieri Fiorentini di Figline. Poi, il pranzo ai saloni e, nel pomeriggio, con il sole che ha iniziato a fare capolino, la sfilata del Carnevale. Il sindaco ha voluto ringraziare tutte le associazioni che hanno reso possibile un appuntamento ormai irrinunciabile dei primi mesi del nuovo anno.

Gli Uffizi comparvero per la prima volta, nei documenti ufficiali d’archivio a partire dal 1675. Era anche allora una occasione per incontrarsi e assunse quindi il valore di una festa. Vengono festeggiati durante le cinque domeniche precedenti il martedì grasso, ultimo giorno di Carnevale. Il termine "Uffizi" in questo caso è da comprendere nell’accezione ecclesiastica, ossia con il significato di ufficiare, recitare l’uffizio o celebrare l’uffizio dei defunti con offerte che spesso consistevano in cera, denaro o quant’altro necessitasse all’oratorio di Santa Maria delle Grazie per le celebrazioni in suffragio dei defunti. Era infatti in questa chiesa che le sette compagnie di suffragio createsi nella seconda metà del XVII secolo confluivano nel periodo di carnevale per ricordare i propri cari e non solo.

Le cinque domeniche vedono il susseguirsi dell’Uffizio di Sant’Antonio, dell’Uffizio di Santa Lucia, l’Uffizio dell’Industria e Vicariato e l’Uffizio delle Donne o della Provvidenza. Quest'anno i costumi sono stati soleggiati presso una salrtoria umbra e i figuranti, ieri, hanno indossato abili davvero splendidi. Domani, intanto, ultima sfilata del Carnevale in occasione del martedì grasso e poi, a seguire, la festa della Salacca, celebrata il mercoledì delle Ceneri, da sempre giorno di digiuno e astinenza dalla carne. E’ un pesce simile all’aringa ma meno pregiato e meno costoso; è stato per molti secoli l’unico pesce, non dell’Arno, accessibile per gli abitanti dell’entroterra. Malgrado la restrizione alimentare imposta dalla Quaresima, era considerata una festa, poiché era una delle poche occasioni per poter mangiare pesce. Venivano organizzati, infatti, grandi banchetti gastronomici a cui adulti e bambini potevano partecipare, e veniva costruita una grande salacca in cartapesta che, alla fine della festa, veniva bruciata. Attualmente è festeggiata nel quartiere di Oltrarno, sulla golena del Fiume Arno, alla presenza di banchi di dolciumi, tra cui spicca la tradizionale mela caramellata, attività per bambini ed un’esibizione del Concerto Comunale.