L’ascesa, la bancarotta, la fuga e le isole. Le mille vite di Samuele Landi

Viveva da mesi in alto mare per seguire il progetto delle isole artificiali in acque internazionali. Prima ha portato Eutelia al vertice, poi con la bancarotta riparò nel Paese asiatico con la famiglia

Samuele Landi, ex amministratore delegato di Eutelia

Samuele Landi, ex amministratore delegato di Eutelia

Arezzo, 13 febbraio 2024- Le mille vite di Samuele Landi, ex ad Eutelia. Sulle sue sorti non ci sono ormai più dubbi: il manager ha perso la vita sulla chiatta dove abitava da mesi in mezzo al mare internazionale al largo degli Emirati Arabi Uniti. Le alte onde di un fortunale hanno spazzato via la struttura e chi c’era sopra. Landi, che per la giustizia italiana è un latitante - fu condannato contumace a 8 anni per la bancarotta di Eutelia, sentenza definitiva -, da allora è scomparso. La tempesta ha travolto anche la sua isola-test per una nuova vita urbana. In quattro sono state vittime del naufragio.

Indossavano tutti il giubbotto salvagente, due sono morti. Altri due sono superstiti perché si sono lasciati trasportare dalla corrente restando a pelo d’acqua, senza perdere energie e aspettando i soccorritori. Un sopravvissuto ha incontrato la moglie Laura a Dubai e le ha detto di averlo visto tirato via in direzione opposta mentre si aggrappava a un relitto. Ieri la polizia guardacoste di Dubai ha comunicato a voce ai familiari che le impronte digitali di uno dei cadaveri recuperati corrispondono a quelle di Landi.

Le autorità a Dubai hanno le impronte perché il manager è uno straniero residente. Inoltre Landi possiede il passaporto diplomatico in qualità di console della Liberia. La moglie e tre dei quattro figli vivono anch’essi a Dubai dove l’uomo riparò nel 2010, anno del crac Eutelia. Ora aspettano informazioni dalla polizia emiratina, fra cui l’esito della comparazione del Dna con lo stesso cadavere non identificato, ma con le impronte che sembrano uguali al manager.

Paracadutista, campione italiano di moto categoria enduro negli anni ‘80, cinque partecipazioni alla Parigi-Dakar, Samuele Landi da amministratore delegato di Eutelia sviluppò l’azienda aretina di famiglia portandola fino ai vertici della telefonia di cui divenne per qualche tempo uno dei player nazionali di vertice.

Si chiama Aisland l’ultimo progetto sul quale aveva investito: una città galleggiante sull’acqua al largo di Dubai. Un progetto avveniristico, una sorta di comunità galleggiante che a pieno regime, secondo quanto riportato nella presentazione ufficiale "potrà ospitare fino a 5mila persone, con abitazioni, negozi e laboratori disposti su venti piattaforme in acque internazionali con una superficie di 180mila metri quadrati".