Quel filo che spezza l’orrore

David, israeliano riservista, lascia la sua moto per imbracciare un fucile. Pietro, imprenditore aretino, segue le cronache dal Medioriente in fiamme. Tra i due nasce un'amicizia forte che supera il tempo e l'orrore. Un filo d'acciaio che lega due vite.

David era a casa quel 7 ottobre, il giorno del massacro. Preparava la colazione ai figli ma una telefonata ha ribaltando vite e prospettive. "Sei attivato", era il comando ricevuto per lui che come ogni israeliano, è riservista. Ha lasciato la moto e ha imbracciato un fucile. Quella moto è stata la sua passione per anni, la stessa con la quale ha attraversato le dune del Sahara incrociando la passione di Pietro, imprenditore aretino. Tra i due è nata un’amicizia forte che supera il tempo e ora diventa il filo che spezza l’orrore. Quello che David vede e vive al confine con il Libano; l’orrore che incolla Pietro alla tv nelle cronace dal Medioriente in fiamme. Pietro e David sono in contatto, nonostante le bombe e la paura della morte. Un filo d’acciaio che lega due vite.