Per Chimet un altro anno in crescita. Il fatturato supera i 4,7 miliardi

Il podio si completa con Italpreziosi e Tca. Il distretto orafo nelle primissime posizioni della graduatoria. I dati forniti da Reportaziende evidenziano il balzo in avanti anche di Zucchetti Centro Sistemi e Aboca. .

Per Chimet un altro anno in crescita. Il fatturato supera i 4,7 miliardi
Per Chimet un altro anno in crescita. Il fatturato supera i 4,7 miliardi

C’è la Chimet in testa alla classifica delle aziende aretine per il volume del proprio fatturato. I numeri sono quelli forniti da Reportaziende, portale specializzato che offre servizi di ricerca ed informazione delle aziende. L’azienda con sede nel territorio di Badia al Pino si conferma nella classifica con un balzo del nove per cento in avanti rispetto al 2021. Già perchè i dati presi in esame, quelli del 2022, vedono il colosso della famiglia Squarcialupi, specializzato nel recupero di metalli preziosi e non solo, attestarsi con oltre 4,7 miliardi di euro con un utile, sempre secondo Reportaziende, cresciuto dell’8,22 per cento rispetto all’anno precedente (2021).

Al secondo posto si trova un’altra azienda tra le big del territorio aretino che risponde al nome di Italpreziosi, di Ivana Ciabatti. In questo caso si parla di oltre 3,5 miliardi di euro di fatturato, con però un balzo in avanti del 40 per cento dell’utile secondo i dati forniti dal sito specializzato.

Al terzo posto, andando a completare quello che potrebbe essere considerato un vero e proprio podio, ecco un’altra realtà specializzata nell’affinamento e nel trattamento dei metalli preziosi. Si tratta della Tca che ha sede al Castelluccio, il cui fatturato sfiora quasi il miliardo e mezzo. Una fotografia che evidenza, se mai ce ne fosse bisogno, di quanto e come il distretto orafo aretino sia un traino per l’economia.

Uno dei balzi in avanti più considerevoli è sicuramente rappresentanto da un’azienda che non è legata però al mondo dei metalli preziosi e della moda.

Ecco infatti la Zucchetti Centro Sistemi di Fabrizio Bernini.

Lo stabilimento valdarnese infatti, insieme ai suoi vari reparti specializzati nell’hi-tech ha letteralmente raddoppiato il proprio fatturato. Se il 2021 si era chiuso attestandosi a 265 milioni di euro ecco che il 2022 ha portato in dote ben 650 milioni di euro che valgono il quarto posto in questa speciale classifica. Ma ecco tornare ancora il mondo orafo e il distretto aretino. Safimet ha registrato nel 2022 qualcosa come 317 milioni di euro di fatturato, superando Unoaerre che ha fatto registrare 275 milioni di euro.

Tra le aziende inserite nelle prime venti posizioni della classifica riguardante il fatturato nello scorso anno c’è poi Aboca. L’azienda specializzata in prodotti biologici, nata in Valtiberina ha chiuso il 2022 con oltre 240 milioni di euro per volume di affari, registrando una nuova crescita, seguita a quota 224 milioni dal gruppo Butali. Ma il report prosegue ed allora ecco la Itam di Castiglion Fiorentino (190 milioni) quindi, tornando in Valtiberina, la Tratos Cavi di Pieve Santo Stefano con 176 milioni di euro.

Figura poi nell’elenco anche Centria (139 milioni), società di Estra che si occupa del vettoriamento di gas naturale, della distribuzione e della vendita di gpl. Il viaggio nella top 20 prosegue ancora con la Ceia di Viciomaggio, passando per Spam (metalli non ferrosi e semilavorati), quindi Amp, e Italsol, Exa e MCecchi di Foiano della Chiana.

Scorrendo fino al ventesimo posto figurano poi la Richline con 94 milioni di euro seguita dalla Baraclit di Bibbiena con il medesimo importo, entrambe appena sopra la Doma, realtà imprenditoriale con sede nel comune di Laterina Pergine Valdarno che ha chiuso il 2022 con 92 milioni di euro di fatturato.

Matteo Marzotti