
Partiti, scatta la prova del fuoco. Sullo sfondo delle elezioni gli equilibri verso il voto in città
Chi sarà la più bella del reame? Sfilano davanti alla "Sibilla Cumana" delle urne per scoprire il proprio futuro.
Le elezioni europee disegnano la geografia del vecchio continente ma al tempo stesso tratteggiano, grazie al proporzionale, i rapporti di forza fra i partiti. E si trasformano in un cuneo nei due schieramenti, poi niente sarà più come prima. Nel capoluogo rappresentano una sorta di test di "midterm" verso le comunali.
Se il sindaco Alessandro Ghinelli dovesse vincere la sua buona battaglia si voterebbe tra un anno, nel caso contrario forse tra due.
Fratelli d’Italia manterrà il vantaggio delle politiche, quando in città raggiunse il 30,96%, a quel punto ipotecando, con ogni probabilità, l’eredità, almeno sul piano della candidatura, dell’attuale primo cittadino?
E nella coalizione i rapporti di forza rimarranno quelli di allora, con la Lega al 7,5% e Forza Italia al 6,2%, lontanissimi dagli alleati? Se si guarda in filigrana, la partita ha anche il sapore dei derby nelle due coalizioni: stavolta gli Azzurri si presentano affiancati a Noi Moderati, allora presenti da soli e appena all’1,5%, giocandosi qui e a livello nazionale la prima sfida vera del dopo Berlusconi. Con effetti che vanno al di là del capoluogo.
Pensiamo ad esempio alla Provincia: qui la Lega, tra le pieghe della sofferta successione a Silvia Chiassai, ha praticamente perso i suoi rappresentanti e ha quindi la legittima ambizione di riproporsi un pò più vicina ai dati del 2018, quando il Carroccio aveva superato addirittura le colonne d’Ercole del 20%.
Dall’altra parte, il centrosinistra aspetta la prima prova del fuoco del Pd targato Elly Schlein a livello nazionale, e Barbara Croci a livello locale.
Un Pd che nel 2022 aveva per la prima volta perso la fascia del primo partito aretino, scivolando al 23,18%. Ora sogna la rivincita a Palazzo Cavallo ma passa un po’ anche dal nodo europeo e di queste proporzionali senza scudi. In quell’occasione i 5 Stelle erano precipitati al 9,5%, contro il 23,7 di appena quattro anni prima.
Il campo largo aspetta di scoprire prima quanto sia largo in termini puramente numerici e poi quanto sia praticabile in quelli politici. Risposta che chiama in causa anche la sinistra estesa ai Verdi, allora al 4% e oggi vedremo. In mezzo, la scommessa del centro: allora unito, con Italia Viva e Azione al 9,2%, e oggi di nuovo diviso tra due forze a caccia del quorum europeo (il famoso sorpasso del 4%) e di indicazioni sulle prossime mosse, anche sullo scacchiere aretino.
Caccia a segnali politici che si incrocia con le speranze di alcuni candidati aretini per l’Europa: il sindaco Alessandro Ghinelli, in campo per Forza Italia e Noi Moderati, ma non solo.
C’è Francesco Cappelletti, casentinese in pista con Stati Uniti d’Europa. C’è Luciano Spigliantini, segretario del Pri presente nelle liste di Calenda.
E un pizzico di sapore aretino ce l’ha anche la candidatura di Sergio De Caprio, per tutti il Capitano Ultimo della lotta alla mafia, nato a Montevarchi e in lista anche qui con Libertà di Cateno De Luca.
Personaggi in cerca di autore, in una partita che comunque chiama in causa tutti e sulla quale da stamani cala il silenzio elettorale. La prossima parola è attesa dalle urne.