di Sara Trapani Una panchina rossa contro la violenza sulle donne è stata re alizzata all’interno della bellissima area verde che si trova nella zona artigiana di Soci, un’area storica nata tanti anni fa grazie al buon cuore e al lavoro delle circa 15 famiglie del Comitato Area Verde. La panchina si trova proprio all’ingresso del complesso e anche l’amministrazione comunale di Bibbiena ha voluto partecipare a questa importante iniziativa con l’inserimento di una targa...

di Sara Trapani

Una panchina rossa contro la violenza sulle donne è stata re alizzata all’interno della bellissima area verde che si trova nella zona artigiana di Soci, un’area storica nata tanti anni fa grazie al buon cuore e al lavoro delle circa 15 famiglie del Comitato Area Verde. La panchina si trova proprio all’ingresso del complesso e anche l’amministrazione comunale di Bibbiena ha voluto partecipare a questa importante iniziativa con l’inserimento di una targa dove è stato inciso il numero verde anti violenza. "Sono stata molto felice di accogliere la chiamata di Clara Tizzanini in rappresentanza di tutte le quindici famiglie che si prendono cura di questa area – commenta l’assessore Martina Cipriani – e di prendere parte a questo progetto che parla di rispetto per le donne e di prevenzione di atti di violenza contro le stesse. Un piccolo gesto, ma estremamente significativo se consideriamo che la panchina è stata posta all’ingresso di un luogo molto frequentato da giovani e famiglie. La donna è come l’estate e noi siamo qui a luglio per ricordare che non va celebrata solo due giorni l’anno, ma ogni giorno".

La panchina rossa è stata realizzata grazie all’idea delle famiglie che si prendono cura dell’area verde, luogo di ritrovo di tante generazioni di giovani, un’area pulita dove le regole vengono rispettate e fatte rispettare con amore. "Quello che ha portato alla panchina è stato un percorso spontaneo – spiega Clara Tizzanini del Comitato Area Verde – i volontari si prendono cura dell’area sotto tutti gli aspetti, spesso anche frugandosi in tasca. La cura è qualcosa di femminile, da qui la volontà di tutti, molti uomini, di mandare un segnale alle giovani generazioni, un segnale di rispetto verso il mondo femminile. Cura che è anche presenza e tutti i nostri volontari sono un esempio straordinario di persone che dedicano tutto il tempo libero alla collettività". Ogni giorno infatti i volontari si dividono in gruppi e con una turnazione oraria per pulire, prendersi cura del verde, controllare che tutti i giochi siano in ordine e chiudere di sera il complesso. Un esempio virtuoso di civismo da cui prendere ispirazione con i progetti futuri che parlano di un percorso salute con otto macchinari per fare ginnastica a tutti i livelli ed una raccolta differenziata per insegnare ai più giovani cosa significa rendersi responsabili nei confronti dell’ambiente.