Ospedale a rischio tagli: "Non si tocchino i servizi". I sindacati all’attacco

Il governatore Giani ha confermato che non ci saranno chiusure dei presidi. Ma le strutture periferiche potrebbero essere costrette a una riorganizzazione .

Ospedale a rischio tagli: "Non si tocchino i servizi". I sindacati all’attacco

Ospedale a rischio tagli: "Non si tocchino i servizi". I sindacati all’attacco

"Tutti i piccoli presidi ospedalieri della Toscana rimarranno aperti". Con queste parole il Governatore Eugenio Giani cerca di spegnere le polemiche sollevate in questi giorni su possibili chiusure di strutture ospedaliere per ridurre gli sprechi in sanità. Tra queste, la Uil Fpl Toscana che per prima aveva lanciato l’allarme, ha messo anche l’ospedale d Santa Margherita a Fratta di Cortona. Va detto, però che proprio la Uil aveva parlato di riconversioni e non di chiusure, con la trasformazione in centri di assistenza e urgenza (Cau) oppure Cma, ossia Centro medico avanzato che andrebbe ad occuparsi solo di patologie a bassa complessità. In questo caso Giani non chiarisce ancora la strategia della Regione e quindi anche il possibile futuro del nosocomio della Valdichiana, che già fa i conti, per esempio, con un pronto soccorso non h24 e non solo.

Sul tema oggi intervengono anche le altre sigle sindacali a partire da Silvia Russo segretaria della Cisl di Arezzo. "I sindacati hanno un tavolo aperto di confronto con l’azienda sanitaria. Ci siamo incontrati anche prima di Natale e non è emerso nulla. Le questione è sempre delicata. Se si tratta per ogni territorio di trovare per gli ospedali più piccoli del territorio, da Cortona a Bibbiena a Sansepolcro una "vocazione" per sopravvivere, devo dire che non trovo novità rispetto al passato. È un problema che ci portiamo dietro da tempo e che passa anche dalla scarsità del personale che vuole andare a lavorare in questi ospedali periferici (spesso i concorsi vanno deserti o il vincitore di turno accetta per pochi mesi e poi alla prima mobilità disponibile migra verso nuovi lidi). Secondo la Cisl il Santa Margherita avrebbe spalle coperte vista la presenza di reparti di eccellenza come quello legato alla procreazione medicalmente assistita. "Se, invece, la Regione intendesse fare qualche altro significativo taglio, crediamo assolutamente che ci debba essere un confronto serrato.

Siamo consapevoli che una riorganizzazione sia necessaria, ma non a scapito dei servizi ai cittadini". Il coordinatore Cgil per l’area vasta Asl Sud Est Roberto Carletti fa un’analisi di carattere più generale. "Abbiamo perso una grande occasione: fermarci un attimo e ragionare come questo Paese sia uscito dalla pandemia proprio in virtù della qualità della sanità pubblica. Avrebbe imposto un ragionamento che va proprio dalla parte opposta alla politica dei tagli". Carletti parla anche di un’apertura sempre più massiva al servizio sanitario privato. "La Toscana sta cercando di mantenere pubblico il servizio sanitario, ma ciò è possibile solo se continuerà a dare risposte ai cittadini. Occorrono investimenti non solo per gli ospedali, ma per incrementare la rete sanitaria territoriale che passa attraverso per esempio, case della salute o ospedali di comunità. Aspettiamo anche che gli investimenti con i fondi del Pnrr non generino solo scatole vuote e sfuggano alle logiche di propaganda politica pre elettorale".