
Marco Ricci, il 39enne operaio originario di Roma ma da diverso tempo residente a Sansepolcro, dove lavorava alle dipendenze di una impresa di carpenteria metallica, impegnata nella ristrutturazione della palazzina ex Amiu a Genova
Ci sono tre indagati dalla Procura di Genova per la morte di Marco Ricci, il 39enne operaio originario di Roma ma da diverso tempo residente a Sansepolcro, dove lavorava alle dipendenze di una impresa di carpenteria metallica, impegnata nella ristrutturazione della palazzina ex Amiu, che diverrà sede della ludoteca compresa nel progetto del Memoriale del crollo del Ponte Morandi. Sono il titolare e il coordinatore dell’esecuzione dei lavori della Srl che ha ottenuto l’appalto dall’amministrazione comunale del capoluogo ligure, mentre il terzo è l’imprenditore biturgense a capo dell’altra Srl che stava operando un subappalto sul posto con quattro lavoratori, due dei quali diretti dipendenti e altri due in distacco da un’altra ditta, che però ha la stessa persona come titolare, quindi l’imprenditore di Sansepolcro. Risulterebbe però - e questo è semmai uno degli aspetti più delicati in assoluto - che il distacco in questione sia stato certificato dopo la tragica caduta, quindi in quel preciso momento (era il primo pomeriggio di giovedì scorso quando l’incidente è avvenuto, mentre il decesso risale alla mattinata di venerdì) Ricci non era distaccato al cantiere.
Gli avvisi di garanzia hanno natura tecnica, per cui le tre persone interessate dal provvedimento hanno ora la possibilità di nominare i consulenti medico legali e quindi di potersi difendere come è nel loro diritto. Per il resto, la dinamica della disgrazia appare sempre più delineata: la vittima ha poggiato il piede sulla tavola di legno non fissata mentre stava trasportando, camminando all’indietro, una griglia del peso di 30 chili assieme a un collega; i due si trovavano nel solaio al terzo piano della palazzina ex Amiu per l’allestimento dell’ascensore e il volo compiuto dallo sfortunato Marco Ricci è stato per l’esattezza di 12 metri e 60 centimetri. L’incarico dell’autopsia sul suo corpo è stato affidato alla dottoressa Camilla Tettamanti e l’esame potrebbe tenersi oggi o al massimo domani.
Intanto, l’emozione a Sansepolcro per la scomparsa del giovane – che tutti ricordano come un tipo molto buono, socievole e allegro - non è ancora sopita; anzi, è stato un fine settimana molto triste per quei gruppi di giovani che Marco frequentava e che più spesso si sono ritrovati. "Non si muore per il lavoro": questa – ci hanno riferito - era stata la frase che proprio Marco avrebbe pronunciato di recente, forse per stimolare qualche ragazzo, ma che adesso riecheggia come se fosse stato un tremendo presagio.