Un’auto della polizia di notte alla Bolognina

Arezzo, 7 novembre 2018 -  Il branco (di colore) ha violentato lei e massacrato lui di botte. Un'altra storia di immigrazione violenta, ma anche una storia inedita nella quale vittime e aguzzini sono tutti della stessa nazionalità: nigeriani. Indaga la Mobile che per ora mantiene il più stretto riserbo. Di una vicenda atroce, dunque, emergono soltanto brandelli e indiscrezioni.

Comincia tutto nella solita zona torbida, quella di Campo di Marte, alle spalle della stazione, il cuore di tenebra della nuova criminalità che giunge dall'Africa profonda, quella che sta prendendo il controllo dello spaccio di droga creando uno stato di perenne insicurezza con i metodi spicci che vengono adoperati anche nei riguardi di chi non c'entra niente. Stavolta ci rimette una coppia di fidanzati, pure loro della stessa origine.

In stazione hanno perso il treno e si avventurano nei giardini per chiedere aiuto e solidarietà. Probabilmente credono di trovarli in alcuni ragazzoni di colore come loro. Che infatti si offrono: vi ospitiamo noi. Pare una soluzione di emergenza, è invece l'inizio di un incubo.

Salgono tutti in autobus e si avviano verso le Ville Monterchi, il paese indicato da chi offre ospitalità come quello in cui c'è una casa pronta per tutti. Alla fine, dentro l'abitazione si ritrovano in dieci: gli otto del branco e i due fidanzati. E' quello il momento in cui la situazione degenera e i finti ospitanti mostrano le loro vere intenzioni.

Per la coppia si scatena l'inferno: lei viene stuprata senza pietà, sotto la minaccia di un coltello che è spuntato nel frattempo, a lui invece toccano le bastonate per ridurlo al silenzio. Non solo. Il giovane, che ha i capelli belli folti viene anche rasato a zero per spregio.

Una vera e propria storia da Arancia Meccanica, con la particolarità che stavolta cambiano i protagonisti: mai era successo, nella recente storia criminale aretina, che vittime di un abuso così terribile fosse una coppia di fidanzati di colore.

Il resto si può soltanto immaginare. I due ragazzi vittime dell'agguato dei connazionali che riescono a scappare da questa casa degli orrori e si rivolgono alla polizia. Il caso passa subito alla Mobile, che comincia le indagini. Quattro dei protagonisti dell'aggressione con stupro sarebbero già stati individuati, ma la caccia continua.

Torna alto l'allarme Campo di Marte, una zona nella quale la sicurezza è sempre più a rischio. Non erano bastate le risse, non erano bastate le minacce come quelle denunciate dalla regista televisiva Francesca Montaini, aggredita per aver fotografato con lo smartphone delle facce sospette. Ora quello che è stato ribattezzato il ventre di Arezzo diventa anche la base dalla quale parte uno stupro.