
Non tutti pazzi per i civici. Lega: "È una scappatoia". Forza Italia aspetta dettagli e Macrì disegna la rotta
"Civismo? Una facile scappatoia", tuonano dalla Lega. Prudenza e piedi di piombo in casa Azzurri: "Senza l’appoggio dei partiti, non vanno da nessuna parte". Ma ai piani alti di Fratelli d’italia, i sindaci civici sono "gli alfieri che aprono alla società civile". Il centrodestra mette sul piatto della bilancia, le elezioni regionali 2025, il progetto lanciato a Pisa da sette primi cittadini, tra i quali Alessandro Ghinelli (nella foto con Tomasi), che guidano capoluoghi di provincia governati dal centrodestra. Si chiama Rete civica toscana ed ha l’ambizione di consolidare il fronte della coalizione andando oltre i suoi confini e drenando consensi in un’area centrista che non ha appartenenze partitiche identitarie o militanze più marcate nei partiti tradizionali e tuttavia cerca un’alternativa forte al centrosinistra. Come? Ripartendo da quel vento di cambiamento che ha cominciato a soffiare proprio da Arezzo, Grosseto, Massa, Lucca, Pistoia, Siena e Pisa. Incrocia obiettivi e percorso "largo" l’analisi di Francesco Macrì, dirigente nazionale di Fratelli d’Itali, manager pubblico ma sempre attento alle dinamiche politiche regionali e non solo. "La sfida in Toscana si vince con un centrodestra allargato, una vera leadership da costruire anche sul campo e un’adeguata e credibile piattaforma programmatica, che sovraesponga i temi territoriali rispetto a quelli nazionali". Del resto i meloniani hanno già messo sul tavolo delle regionali il nome del sindaco Tomasi per la presidenza della Regione. Già con i motori accesi.
"Non è più tempo di candidature alla presidenza regionale di servizio partitico-personali, bensì al servizio della Toscana e del suo territorio", indica Macrì che lancia l’idea di una "conferenza programmatica del centrodestra aperta ai sindaci civici che segni l’avvio di una fase di ascolto sia dell’area civica che della società politica. Lo dico da anni". La parola che mutua da Pinuccio Tatarella è "oltre", "oltre il centrodestra per vincere in Toscana". Perchè, ragiona Macrì, "la coalizione in Toscana, a livello di strutture politiche, non può fare l’errore dell’autosufficienza. Per affrontare la sfida del 2025 è di vitale importanza animare un progetto politico-amministrativo che possa stimolare al massimo impegno e mobilitazione e che vada oltre le migliori espressioni partitiche e politiche che caratterizzeranno le liste dei partiti. Queste dinamiche saranno condivise con il nostro coordinatore nazionale Giovanni Donzelli".
Traiettorie divergenti dentro la Lega. Il segretario provinciale Gianfranco Vecchi è netto: "Parlare di civicità mi pare una facile scappatoia. Sappiamo bene che questi sindaci si sono candidati, pure in tempi recenti, con alcuni partiti". Il riferimento, indiretto, corre a Ghinelli quando insiste su un passaggio: "Al di là dei risultati positivi, negativi o mediocri di ciascuno, definirsi civici mi pare una barzelletta. L’unica cosa che cercano è una candidatura alle regionali".
Cauta la posizione degli Azzurri che con il leader provinciale Bernardo Mennini, attendono di capire "quale progetto regionale stia nascendo. Avremo a breve un incontro con il coordinatore regionale Marco Stella e faremo le nostre valutazioni, ma come afferma Stella, senza i partiti è un progetto destinato a non andare da nessuna parte". E rilancia il 7% delle Europee ottenuto da FI che segna "il secondo migliore risultato in Toscana".
La macchina per le regionali è in moto ma non è ancora chiaro con quale carburante affrontare la strada verso Firenze.