"No all’azienda di bitume". La protesta di Gricignano. Raccolte oltre 250 firme

L’insediamento dell’attività nel verde della campagna solleva malumori. Nonostante l’iter sia regolare, chi vive nella zona si sente penalizzato . .

Via subito alla raccolta di firme. La popolazione di Gricignano non ci sta assolutamente e ha già avviato la battaglia contro l’insediamento di un’azienda di conglomerati bituminosi nel verde della campagna che circonda la frazione di Sansepolcro; esattamente, negli appezzamenti che costeggiano il corso del Tevere vicino alla località di Ciapanella. Gli eventi messi in piedi per le festività non hanno distolto l’attenzione dei residenti verso una questione della quale sono venuti a conoscenza dopo l’approvazione del progetto in commissione urbanistica, avvenuta lo scorso 14 dicembre, alla quale seguirà ora domani, in consiglio comunale, la votazione della variante che ne consentirà la realizzazione.

Un iter legalmente regolare – è bene premetterlo – anche se la scelta logistica può sollevare implicazioni di merito; sta di fatto che il comitato denominato appunto "Salviamo la campagna di Gricignano" ha promosso una petizione che ha già riscosso un risultato notevole: in un paese nel quale vivono 540 votanti, nell’arco dei soli quattro giorni utili a disposizione sono state totalizzate ben 255 firme, ognuna delle quali contrassegnata dal codice di un documento di identità. La consapevolezza del fatto che tutto ciò sarebbe potuto avvenire con il massimo silenzio e senza minimamente coinvolgere una frazione che in passato ha dovuto affrontare vari disagi di ordine ambientale ed ecologico, ha evidentemente spinto i cittadini a mobilitarsi e a far sentire la propria voce. "In meno di una settimana, mentre dal Comune non si accenna minimamente alla possibilità di compiere passi indietro, moltissimi cittadini si sono informati e, tra preoccupazione, incredulità e sdegno – sottolinea il comitato - hanno aderito alla petizione, in modo da scongiurare il rischio che la campagna di Gricignano possa essere definitivamente compromessa da un progetto che sembra, obiettivamente, guardare più al passato che al futuro". L’evidenza del fatto che il progetto, in fase di approvazione, si ponga in totale contrasto con il percorso di riqualificazione che Gricignano ha intrapreso negli ultimi ann, ha sicuramente incentivato gli abitanti a firmare la petizione. "Oltre a ciò – prosegue la nota - in un momento storico caratterizzato da una progressiva de-industrializzazione non ha senso, politicamente, alimentare il consumo di suolo e favorire la distruzione della campagna per lasciare spazio ad un’attività con alta densità di possibili elementi inquinanti. In questo senso gli strumenti urbanistici vigenti (i cui regolamenti attuativi scadranno proprio il prossimo 31 dicembre) dimostrano di essere stati ormai superati da tutto quello che Gricignano ha vissuto negli ultimi anni, ovvero dal diffuso processo di riqualificazione che alcuni progetti strategici – Cammini di Francesco, strutture ricettive di qualità, agricoltura biologica – stanno favorendo".