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1 mag 2022

Muore in moto, l’amico: "Ho provato a salvarlo"

Tradito da una catena sul sentiero, caduta rovinosa. "Gli ho fatto il massaggio cardiaco, non è bastato". Era da poco in pensione

claudio roselli
Cronaca
Ecco Bruno Chialastri a fianco della sua moto: era innamorato anche della montagna e della natura
Ecco Bruno Chialastri a fianco della sua moto: era innamorato anche della montagna e della natura
Ecco Bruno Chialastri a fianco della sua moto: era innamorato anche della montagna e della natura

di Claudio Roselli

"La catena ha disarcionato Bruno dalla sella. E’ caduto a terra ed ha perso i sensi. Abbiamo provato in tutti i modi a rianimarlo, io e un altro ragazzo gli abbiamo praticato anche il massaggio cardiaco: non è bastato". E’ il racconto straziante di Manlio Guerra davanti al corpo dell’amico morto ieri a Badia Tedalda. È morto fra i boschi dell’Appennino in una mattinata di sole che si è trasformata in tragedia. L’arrivo della primavera si è rivelato fatale a un altro centauro proveniente dalla Romagna.

La vittima si chiamava Bruno Chialastri e aveva 62 anni; romano e romanista ma viveva da tempo a Rimini e la moto era la sua passione, la coltivava assieme al gruppo di amici con i quali si era messo in marcia di buon’ora. Stavolta la Marecchiese non c’entra nulla: l’incidente, poco dopo le 11, è avvenuto in una strada poderale fra Montelabreve e Ranco Spinoso, al confine fra i territori di Badia Tedalda e Sestino.

In sella a un modello da enduro, Chialastri e gli altri avevano deciso di percorrere questa via, che non presenta burroni o precipizi ma punti insidiosi sì: a un certo punto il centauro non si sarebbe accorto della presenza di una catena posizionata di traverso, una di quelle che vengono messe per delimitare in genere le aree di riserva.

Nel contatto fra la ruota anteriore e la catena, è stato sbalzato di sella, cadendo rovinosamente a terra e riportando lesioni gravissime che gli sono state fatali. Gli altri motociclisti hanno immediatamente capito che la situazione era molto grave e oltre a chiamare i soccorsi si sono precipitati.

"Bruno – spiega l’amico – era un motociclista esperto e conosceva bene quel percorso, eravamo passati di lì altre volte in passato. Non so dire cosa sia successo: forse si è distratto, ma stavolta non è riuscito ad evitare il contatto. Doveva essere un’uscita in compagnia, una scampagnata in mezzo ai boschi, un momento per stare insieme. Si è trasformata in un film dell’orrore".

Da Badia Tedalda, che dista una decina di chilometri, è partita un’ambulanza, mentre quella infermierizzata è stata inviata da Pieve; nel frattempo, sono stati allertati anche il Pegaso, i vigili del fuoco e i carabinieri, ma quando sono giunti a destinazione Chialastri era già morto. Lo abbiamo già evidenziato: non appena la stagione torna a essere favorevole dal punto di vista atmosferico, si verifica quasi puntualmente un incidente e la zona dell’Alta Valmarecchia è uno dei territori predestinati.

L’unica differenza che stavolta è una direttrice secondaria, poco frequentata, di quelle che normalmente non si percorrono nemmeno in auto. È qui che Bruno Chialastri ha perso la vita, lasciando nel dolore i familiari, ai quali il magistrato ha già disposto la restituzione della salma.

Resta il momento delle lacrime e del dolore. La vittima aveva moglie e due figli. "Bruno era una persona d’oro, un uomo socievole, alla mano, grande tifoso della Roma e innamorato delle due ruote. Aveva lavorato come artigiano, ed era in pensione da poco tempo".

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